Una multa inflitta da agenti della Polizia Municipale di Siracusa a favore di promotori del Comitato per il No al referendum sulla riforma della giustizia ha scatenato una durissima reazione politica. L’episodio si è verificato ieri mattina, domenica 8 febbraio, mentre si teneva il mercato domenicale in piazza Santa Lucia, dove quattro vigili urbani hanno elevato una sanzione amministrativa nei confronti di alcuni attivisti impegnati in attività di informazione e raccolta firme.

La denuncia del Pd

La notizia è stata rilanciata oggi dai consiglieri comunali del Partito Democratico, Massimo Milazzo, Sara Zappulla e Angelo Greco, che respingono con forza l’episodio definendolo un atto “politicamente grave e inappropriato” che, a loro avviso, rischia di limitare la libertà di espressione e di manifestazione in una fase di grande rilevanza democratica per il Paese.

Il gruppo consiliare del Pd ha convocato una conferenza stampa per martedì 10 febbraio 2026 alle ore 10:30 nel salone convegni della CGIL, in viale Santa Panagia n. 205, per illustrare la propria analisi dell’accaduto e formulare richieste di chiarimento all’amministrazione comunale e alla Polizia Municipale.

“Illegittimità giuridica”

Milazzo, Zappulla e Greco sostengono che il verbale contestato agli aderenti del Comitato presenti profili di illegittimità giuridica, ma soprattutto “un evidente vulnus politico”. Secondo i consiglieri, l’intervento delle forze municipali in un contesto di espressione pubblica del dissenso non si coniuga con i principi costituzionali di pluralismo e libertà politica, soprattutto quando la mobilitazione si svolge in uno spazio aperto e frequentato come piazza Santa Lucia.

La protesta politica si inserisce nel più ampio dibattito che sta attraversando l’Italia: nei giorni scorsi il Governo e il Parlamento hanno confermato le date definitive del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, che si terrà domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026.

Referendum sulla giustizia (22-23 marzo): i nodi principali

Il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia riguarda l’approvazione finale di una legge costituzionale già licenziata dal Parlamento e pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Si tratta di un referendum confermativo, previsto dall’articolo 138 della Costituzione: i cittadini sono chiamati a decidere se confermare o respingere l’intero testo di riforma.

Che cosa prevede la riforma
Il cuore della riforma riguarda principalmente l’ordinamento giudiziario e il ruolo della magistratura. Tra i punti più rilevanti:

Separazione delle carriere tra magistrati giudicanti (giudici) e magistrati requirenti (pubblici ministeri), che finora appartengono allo stesso ordine professionale ma svolgono funzioni diverse.

Due Consigli Superiori della Magistratura (CSM) distinti, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica, con composizione in parte sorteggiata e in parte eletta, secondo nuove norme.

Istituzione di una nuova Corte disciplinare specifica per i magistrati, con mandato quadriennale non rinnovabile, che si occupa delle sanzioni nei confronti dei membri dell’ordine giudiziario.

Cosa significa votare Sì o No

Sì: i cittadini approvano la riforma costituzionale e il testo entra definitivamente in vigore.

No: la riforma viene respinta e si mantiene l’assetto costituzionale attuale, con un’unica carriera per magistrati giudicanti e requirenti e un solo CSM.

Non c’è il quorum

Il referendum costituzionale confermativo non richiede quota minima di affluenza (quorum): è valido qualunque sia la partecipazione e sarà deciso solo dalla maggioranza dei voti espressi.