Il comunicato con cui il gruppo consiliare “Francesco Italia Sindaco” ha commentato l’addio di Andrea Buccheri prova a chiudere la partita in poche righe. Il gruppo scrive di apprendere la notizia “con grande rammarico e dispiacere” e insiste che “la maggioranza che oggi governa Siracusa è la stessa maggioranza politica che sostiene il Sindaco Francesco Italia fin dal primo giorno di questa consiliatura”.
Parole nette, a cui segue un rifiuto altrettanto netto: “respingiamo con decisione qualsiasi ricostruzione che parli di una virata politica o di un cambiamento degli equilibri della maggioranza”, perché “non c’è stata alcuna modifica della linea politica né alcuna deriva”. La scelta di Buccheri viene derubricata a “un legittimo, seppur inatteso, riposizionamento politico personale in vista dei prossimi appuntamenti elettorali”. Letto insieme ai fatti degli ultimi mesi, il comunicato sembra però più un tentativo di arginare il danno che una fotografia della realtà.
Cosa è accaduto nei mesi scorsi
Partiamo dai numeri. Ad aprile la lista del sindaco, allora forte di cinque consiglieri, chiedeva un rimescolamento degli incarichi e rivendicava un peso maggiore in giunta, al pari delle altre componenti della maggioranza. Cinque mesi dopo quella richiesta è rimasta senza risposta: il gruppo scende a quattro consiglieri, mentre il Mpa-Grande Sicilia, che ad aprile aveva formalizzato per primo la sua richiesta di più spazio, sale a tre assessori con l’ingresso di Giovanna Porto. Chi bussava più forte ha ottenuto di più. Chi bussava con più cautela, no.
La partita per la presidenza del Consiglio
Buccheri, nella sua dichiarazione di commiato, non parla di ambizioni personali in vista di un voto: rivendica un dissenso di merito, il tentativo di arginare quella che definisce una “progressiva trasformazione dell’impronta dell’Amministrazione”. Parole che stridono con la lettura ufficiale del gruppo, e che il comunicato preferisce non citare né confutare nel merito.
C’è poi un capitolo che aiuta a capire la posta in gioco, ed è quello della presidenza del Consiglio comunale. Dal 2023 la guida l’esponente Mpa Alessandro Di Mauro. Nei corridoi di Palazzo Vermexio si era parlato di un’ipotesi di staffetta che avrebbe portato proprio Buccheri alla presidenza in un secondo momento, come contropartita politica per il sostegno dato dalla sua componente alla maggioranza.
La partita per le Regionali
Qui però il dato va maneggiato con più cura di quanto sembri a prima vista. Alla vicepresidenza, eletta lo stesso giorno di Di Mauro, è arrivata Conci Carbone, della lista “Francesco Italia Sindaco”: la componente del sindaco un ruolo di vertice, quindi, lo ha ottenuto ma allo stesso tempo si era parlato di una staffetta di cui avrebbe dovuto beneficiarne proprio Buccheri, peraltro vicino al deputato regionale del Pd, Tiziano Spada, sindaco di Solarino ed in corsa per le elezioni regionali del 2027. Un elemento che, forse, potrebbe avere avuto un peso in questo risiko, del resto il leader del Mpa, Giuseppe Carta, è anch’esso in corsa per le elezioni regionali: avere una pattuglia di fedelissimi più nutrita nell’amministrazione del capoluogo e con il presidente del Consiglio con la casacca del Mpa addosso rappresenta un vantaggio politico non indifferente.
I dubbi
Ma la domanda è: cosa è successo tra il periodo in cui il gruppo spingeva per un altro assessore ed il mini rimpasto di cui ha beneficiato il Mpa? Se nella nota si evidenzia che non emerge “alcuna modifica della linea politica” si pone il quesito su chi decide dentro la lista del sindaco e chi rappresenta chi. L’influenza di Italia potrebbe essere stata determinante in questa partita, placando i mal di pancia e freddando qualche ambizione.






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