«Salviamo il Rizza». Questo lo slogan che oggi ha scandito il lungo corteo partito dal Pantheon e snodatosi tra le vie del centro storico fino alla conclusione in piazza Archimede. A manifestare sono stati gli studenti dell’Istituto tecnico commerciale Rizza insieme a genitori ed ex alunni. Tutti preoccupati per il piano di trasferimento deciso dal Libero Consorzio comunale di Siracusa, che prevede di spostare la scuola dalla storica sede di via Diaz alla nuova sede di via Modica dove ci sono gli studenti dell’altro istituto tecnico commerciale, l’Insolera.

La protesta mette in luce un contrasto evidente: da una parte, le esigenze di risparmio dell’ente; dall’altra, i timori della comunità scolastica per l’impatto pratico e simbolico del trasferimento.

Il piano del Libero Consorzio

Il Libero Consorzio ha motivato il trasferimento con la necessità di razionalizzare gli spazi scolastici e ridurre i costi. Gli obiettivi principali del piano sono: ridurre le spese per affitti e utenze, concentrando le scuole in edifici di proprietà dell’ente; razionalizzare  l’uso degli spazi e migliorare la funzionalità degli istituti.; liberare risorse per manutenzione, sicurezza e gestione più efficiente.

La spesa per gli affitti

Secondo i dati ufficiali, le spese attuali per affitti e utenze degli istituti coinvolti ammontano a circa 936.000 euro l’anno. Con il piano di razionalizzazione, il risparmio stimato per il Libero Consorzio è di circa 300.000 euro annui, a partire dal 2026, con ulteriori economie previste negli anni successivi.

Come cambieranno le sedi

La distribuzione degli studenti secondo il piano sarà la seguente:

Rizza-Insolera: tutte le classi e gli uffici saranno trasferiti in via Modica, concentrando l’attività didattica in un unico edificio.

Liceo O.M. Corbino: occuperà il Palazzo degli Studi, liberato dal Rizza, unificando tutte le classi in un solo plesso.

Istituto Alberghiero “Federico II di Svevia”: passerà dalla sede di viale Polibio alla sede “Ex Iuvara” in viale Santa Panagia, con spazi più funzionali.

Altri istituti come Einaudi, Gargallo e Quintiliano saranno riorganizzati tra le sedi disponibili, riducendo gli spazi in locazione.

Il piano prevede un cronoprogramma: primi trasferimenti tra gennaio e marzo 2026, concentrazione significativa entro agosto 2026, e completamento della razionalizzazione tra 2027 e 2028.

Le ragioni della protesta

Nonostante i vantaggi economici, studenti e famiglie evidenziano criticità pratiche e simboliche. Il trasferimento significa percorrere distanze maggiori per arrivare a scuola e rischia di compromettere la continuità didattica. Per molti, la storica sede di via Diaz rappresenta un patrimonio identitario e culturale.

Durante il corteo, studenti, genitori ed ex alunni hanno sottolineato che la scuola non può essere trattata come un semplice oggetto di gestione economica. La mobilitazione è stata anche un momento per richiamare l’attenzione delle istituzioni sul valore sociale e educativo dell’istituto.

Il dialogo con l’ente

Il Libero Consorzio ha previsto un tavolo tecnico di confronto con dirigenti scolastici e rappresentanti della comunità educativa, rinviato nei giorni scorsi a causa del maltempo. L’incontro sarà fondamentale per valutare possibili modifiche al piano e trovare un equilibrio tra esigenze di bilancio e tutela della comunità scolastica.