Un caterpillar rubato, due gioiellerie prese di mira, una pistola puntata contro i residenti accorsi in strada. La notte che ha sconvolto Palazzolo Acreide non è un episodio isolato: è l’ultimo, clamoroso capitolo di un’emergenza sicurezza che da mesi attanaglia i Comuni della zona montana siracusana.
I colpi
Il bottino della Gp Preziosi è finito nelle mani dei malviventi. È andato meglio alla gioielleria Griffe, salvata dal rapido intervento dei Carabinieri, che ha convinto la banda alla fuga. Ma il dato che allarma di più non riguarda il colpo andato a segno, quanto il livello di violenza mostrato verso chi si è avvicinato per curiosità: cittadini minacciati con un’arma, intimati ad allontanarsi. Un salto di qualità criminale che ha già portato Cna a chiedere e ottenere un vertice in Prefettura a Siracusa dedicato proprio alla sicurezza nella zona montana.
I precedenti di violenza nella zona montana
Non è la prima volta che l’entroterra siracusano finisce sotto attacco. Già a gennaio una notte di paura aveva scosso la zona: tra sabato e domenica due filiali bancarie erano state prese di mira da una banda. A Palazzolo Acreide era stato fatto esplodere un bancomat del Monte dei Paschi di Siena, mentre a Buccheri era stata colpita una dipendenza UniCredit, con danni gravissimi alle strutture. Due episodi che, con il senno di poi, indicavano già una recrudescenza criminale nella zona montana, poi sfociata nell’assalto con il caterpillar.
Il vannacciano Cavallaro: “Non ci sono stazioni aperte la sera”
A commentare la sequenza di episodi è Tony Cavallaro, ex agente della Squadra Mobile di Siracusa oggi esponente di Futuro Nazionale, il partito del generale Roberto Vannacci. “Il lavoro delle forze dell’ordine è efficace in tutta la provincia”, premette Cavallaro, “ma nella zona montana manca la presenza di stazioni aperte la sera. Le caserme sono chiuse: bisogna suonare il campanello per fare scattare la segnalazione al 112. È evidente che i tempi di reazione non sono immediati, considerato che c’è una sola pattuglia per tutto il comprensorio montano”.
I piani della malavita
Cavallaro si dichiara solidale con il sindaco di Palazzolo, Salvatore Gallo, che da tempo chiede una presenza maggiore delle forze dell’ordine sul territorio. “Si lasciano paesi con una sola pattuglia”, dice l’ex agente. “Le stazioni devono stare aperte, ci vuole personale. La malavita conosce il territorio e sa che ci sono stazioni e commissariati scoperti, per questo sa dove colpire”.
Più pensionamenti che reclutamenti
Sul fronte degli organici, Cavallaro riconosce che “la polizia ha avuto innesti di nuovi poliziotti”, ma osserva: “ci sono stati più pensionamenti che reclutamenti, anche se capisco che non è facile” risolvere il problema in tempi brevi. Resta ora da vedere quali risposte arriveranno dal vertice in Prefettura convocato su richiesta di Cna. Nel frattempo, tra gioiellerie devastate e bancomat fatti esplodere, il conto degli episodi nella zona montana continua a salire.






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