La città reagisce alla catena di attentati che nelle ultime settimane ha colpito attività commerciali del territorio e scende in piazza per dire no alla violenza e all’intimidazione.
Il corteo
Venerdì 23 gennaio alle ore 18:30, da Piazza Euripide partirà il corteo cittadino dal titolo “Siracusa non si piega”, promosso da associazioni di categoria, sindacati, associazioni antiracket e antimafia, realtà del volontariato, comitati di quartiere, scuole e rappresentanti della società civile.
La catena di attentati
La mobilitazione nasce in risposta a una escalation criminale che ha destato forte allarme in città, culminata nei due attentati dinamitardi ai danni dei locali della famiglia Borderi, imprenditori considerati un punto di riferimento e leader della ristorazione siracusana. Episodi che hanno scosso profondamente l’opinione pubblica e riacceso i riflettori sul clima di insicurezza che sta vivendo il comparto commerciale.
I titolari delle attività colpite sono stati convocati nei giorni scorsi al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. In quella sede hanno ribadito di non aver mai ricevuto richieste di pizzo e di non aver mai ceduto a pressioni criminali, pur ammettendo la paura per la propria incolumità, per le famiglie e per gli investimenti costruiti negli anni.
Gli attentati ai locali Borderi non rappresentano casi isolati. A rafforzare il clima di preoccupazione contribuiscono altri episodi avvenuti nel Siracusano, come le due bombe carta ai danni della pasticceria Brancato e di un bar a dicembre ed u furti messi a segno appena una settimana fa in alcuni istituti bancari di Palazzolo Acreide e Buccheri, segnali ritenuti inquietanti di una recrudescenza criminale sul territorio.
Il corteo attraverserà le vie della città con un messaggio chiaro: gli attacchi alle attività economiche non sono fatti privati, ma un’aggressione al tessuto sociale ed economico di Siracusa. Colpire chi lavora e investe significa tentare di piegare un’intera comunità.
Invitate la istituzioni
Alla manifestazione sono state invitate tutte le istituzioni: la Prefettura, la deputazione nazionale e regionale, i sindaci della provincia, il Libero Consorzio comunale, le forze dell’ordine. Una presenza ritenuta fondamentale dagli organizzatori per rafforzare un segnale di unità e di compattezza dello Stato e della comunità locale.
La mobilitazione si riconosce in tre parole chiave: legalità, solidarietà e comunità. Legalità come fondamento della convivenza civile, solidarietà verso chi subisce intimidazioni, comunità come risposta collettiva alla paura.
Il messaggio alla città
Agli imprenditori colpiti, alle loro famiglie e ai lavoratori coinvolti, gli organizzatori rivolgono un messaggio di vicinanza concreta. Ai cittadini l’invito a partecipare numerosi, per ribadire che difendere chi lavora onestamente significa difendere il futuro stesso di Siracusa.






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