L’Ordine degli avvocati di Siracusa  ha deciso di organizzare una manifestazione davanti al palazzo di giustizia che si terrà il 29 maggio alle 9,30. La protesta ha un nome, “Giustizia sospesa” , per rilanciare il tema dei disagi sofferti dagli avvocati, penalizzati dalle nuove procedure, in tema di covid19, capaci, secondo l’Ordine, di allungare i già elefantiaci tempi della giustizia e dai ritardi nei pagamenti del gratuito patrocinio.

“Ci sono gravi limitazioni al regolare esercizio – si legge nel documento firmato dal presidente dell’Ordine degli avvocati, Francesco Favi e del Consiglio – delle attività difensive connesse alle disfunzioni degli Uffici e delle Cancellerie, con accesso consentito solo previo appuntamento e con una significativa riduzione del personale amministrativo, per il quale è stata disposta la proroga del regime di smartworking pur a fronte della mancata predisposizione dei mezzi necessari per consentire attività lavorativa in tali modalità”.

Secondo quanto sostenuto dall’Ordine degli avvocati di Siracusa “l’attività giudiziaria è stata affidata al buonsenso ed alla buona volontà dei singoli ed il rischio di un collasso del sistema e di un vero e proprio scontro sociale nel Paese sia sempre più concreto”. Per gli avvocati, l’attuale organizzazione giudiziaria è figlia delle scelte del Governo  “che hanno da una parte imposto la ripartenza delle attività giudiziarie affidando ai capi degli Uffici Giudiziari la scelta sulle relative misure organizzative e, dall’altra parte, hanno privato gli Uffici del personale amministrativo, così pregiudicandone significativamente l’efficienza”.

E poi l’attacco frontale al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. “La crisi reddituale dell’Avvocatura – si legge nel documento firmato dal presidente dell’Ordine degli avvocati, Francesco Favi e del Consiglio -che il ministro si ostina a non voler attenzionare non è un problema economico per i soli avvocati, ma può diventare un elemento di rottura del sistema giustizia, con conseguenze potenzialmente devastanti per l’intero ordinamento alle quali è imprescindibile porre rimedio non mediante l’adozione di interventi di natura assistenziale, mai richiesti o pretesi dalla Classe Forense, ma attraverso interventi volti a garantire, da una parte il regolare svolgimento della propria attività professionale e, dall’altra, il tempestivo pagamento degli onorari dovuti per i Colleghi che svolgono la propria funzione costituzionale in favore di soggetti ammessi al patrocinio a spese dello Stato”.

L’Ordine degli avvocati di Siracusa, peraltro, ha invitato”tutti gli Ordini Forensi, l’Unione degli Ordini Forensi Siciliani, l’Organismo Congressuale Forense ed il Consiglio Nazionale Forense” ad organizzare delle iniziative, tra cui “la richiesta, nei confronti delle forze di Governo, di immediata assunzione dei provvedimenti per la piena ed effettiva ripresa dell’attività giudiziaria, il rafforzamento dei fondi per il pagamento delle somme in favore degli Avvocati che hanno svolto le proprie funzioni in difesa dei non abbienti ed all’adozione di ogni provvedimento utile per garantire la tempestività dei pagamenti ed infine le immediate dimissioni del Ministro della Giustizia”.