Circa 3 incidenti stradali ogni giorno, quasi 900 l’anno: numeri drammatici a Siracusa secondo i dati forniti dal comando della Polizia municipale di Siracusa. Tanti di questi tamponamenti si traducono in morte e sono ormai numerosi i casi in città.

La catane di morti

L’ultimo, in ordine di tempo, capace di destare molto sgomento, è quello in cui ha perso la vita, nell’ottobre del 2022, Maddalena Galeano, 17enne, travolta, per cause al vaglio degli inquirenti, da una macchina, condotta da una donna, indagata per omicidio stradale. Abbiamo chiesto al comandante della Polizia municipale di Siracusa, Enzo Miccoli, di spiegare le ragioni principali di questa catena di incidenti.

La distrazione del telefonino

“Spesso la guida con il telefonino è tra le cause scatenanti degli incidenti stradali. Facciamo un esempio pratico: a Siracusa, il limite massimo di velocità è di 50km/H; se si mantiene questa andatura e contemporaneamente il conducente è distratto da una telefonata, che dura due secondi, si percorrono circa 30 metri: in questo spazio può succedere di tutto”.

Chi chatta su WhatsApp, chi va sui social

A tanti sarà capitato di vedere degli automobilisti o anche delle persone a bordo di scooter avere in mano il telefonino mentre sono alla guida: c’è chi conversa su WhatsApp, chi, invece, post una foto sui social.

La squadra in borghese

La Polizia municipale ha allestito una squadra, in borghese, in sella a scooter, allo scopo di scovare e sanzionare chi, invece, di pensare esclusivamente a guidare è distratto dal telefono. “E’ una iniziativa – dice Miccoli – per frenare questo fenomeno ma va detto che non è semplice anche se dei risultati l’abbiamo ottenuti. Ci sono altre forme di controllo, come il telelaser per verificare la velocità: le zone più a rischio sono quelle di Targia, via Elorina e l’area in prossimità di Cassibile.

“Omicidio stradale, chi è responsabile non va in galera”

Negli anni scorsi, per arginare il fenomeno degli incidenti, causati da velocità e distrazione, è entrata in vigore una norma: l’omicidio stradale, che prevede l’arresto. “Ma nessuno ha mai fatto un giorno di galera” racconta Lucia Formosa, madre di Renzo Formosa, il 15enne deceduto nell’aprile del 2017, falciato da una macchina mentre era in sella ad uno scooter e stava attraversando via Cannizzo, nella zona nord di Siracusa.

La vicenda di Renzo Formosa

Ne è scaturito un processo, dopo una battaglia legale di cui si è resa protagonista proprio la madre del ragazzino deceduto ed al termine del procedimento in primo grado l’imputato, Santo Salerno, peraltro figlio di un agente di Polizia municipale, è stato condannato 4 anni di reclusione.

La legge dell’omicidio stradale è solo su carta: lo dico sulla scorta – spiega Lucia Formosa – della mia esperienza, che è nota a tanta gente, e di quella di molte altre famiglie. Mi capita spesso di parlare con persone che hanno subito un lutto legato ad un incidente stradale e la storia è sempre la  stessa”.

“I controlli non bastano, serve presa di coscienze di tutti”

Per quanto si organizzino controlli, non bastano, evidentemente, per frenare la scia di sangue sulle strade.

“Penso che ognuno di noi,  quando sale a bordo di una macchina o in sella ad una moto, deve pensare a proteggere l’altro. Siamo noi che, ogni giorno, siamo sulle strade per vari motivi, chi per lavoro, chi per raggiungere un parente ed un amico, per cui è necessario essere coscienziosi”.

“Se vogliamo preservare i nostri giovani, è questo l’atteggiamento – racconta Lucia Formosa – da tenere, altrimenti le conseguenze sono drammatiche e nefaste. Nessuno che ha vissuto una tragica esperienza come la mia, può immaginare cosa significa perdere un figlio che aveva tutta una vita davanti. La luce si spegne, d’improvviso e davanti c’è solo il buio”.

La versione podcast della puntata Sulle Strade di Siracusa

 

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