Nessuna data, molti nomi e un’unica certezza: la vicepresidenza del Consiglio comunale di Siracusa non si assegna con una stretta di mano. Il presidente Alessandro Di Mauro non ha ancora fissato la seduta e deve fare i conti anche con la calendarizzazione della mozione di sfiducia al sindaco Francesco Italia. Sentito il segretario comunale, ha incassato un parere che sostanzialmente gli lascia discrezionalità. Tradotto: la scelta dell’ordine dei lavori è sua, e con essa il peso politico che ne deriva.
Il metodo Burti
Nell’opposizione, dove stanno insieme Pd, Forza Italia e gruppo misto, si sta ancora cercando il metodo per selezionare il proprio candidato. Faccenda tutt’altro che semplice: a farsi promotore di una linea è Cosimo Burti, consigliere di Forza Italia, che ha proposto di escludere dalla corsa i capigruppo e i presidenti di Commissione e di procedere con il sorteggio. Una proposta lasciata sul tavolo dell’opposizione che punta a dare la prima spallata al sindaco su cui pende la mozione di sfiducia. Burti la rivendica: “Ho voluto introdurre un metodo perché la politica ha bisogno di stabilire principi e modalità, altrimenti la discrezionalità porta inevitabilmente a una impasse”. Il sorteggio, nella tesi di Burti, introduce un sistema di selezione neutro, che, in buona sostanza, frena accordi incrociati e veti dentro un gruppo già di per se eterogeneo.
Il documento “apartitico ma politico”
C’è di più. Burti ha chiesto al tavolo dell’opposizione di sottoscrivere un documento “apartitico ma politico”, nell’ottica della coerenza finora seguita e al riparo da iniziative personalistiche ed estemporanee. Un modo elegante per dire che, in una partita dove ogni voto conta, qualcuno potrebbe essere tentato di giocare da solo. Una mossa per blindare tutti, in particolare Insieme.
Insieme, dentro il voto e fuori dalla firma
Già, Insieme. I due consiglieri, Scimonelli e Vaccaro, hanno annunciato nelle settimane scorse di voler votare la mozione di sfiducia pur non essendo tra i firmatari. Non sono coinvolti ma i loro due voti sono tra quelli che pesano di più. Il gruppo fa riferimento politicamente a Giovanni Cafeo, che presiede la Fondazione Siracusa 2033 di cui il Comune è socio: un filo che a Palazzo Vermexio nessuno ha dimenticato.
La tentazione Scimonelli
Anche le forze che sostengono il sindaco, Mpa, la lista del vicesindaco Edy Bandiera e Francesco Italia sindaco, e Franco Zappalà, lavorano a un candidato. E la tentazione di puntare proprio su Scimonelli è forte. L’obiettivo è non perdere la maggioranza in aula, visto che senza i due di Insieme il conto sarebbe 16 a 16, e depotenziare l’opposizione. Un vicepresidente espresso da quel gruppo servirebbe a tenere agganciati due voti che il sindaco non può permettersi di vedere dall’altra parte. Ed è proprio qui che il sorteggio di Burti diventerebbe un problema: il caso non fa accordi.
La sfiducia sullo sfondo
L’elezione del vice non decide la sorte dell’amministrazione ma una sconfitta sarebbe un colpo duro. E poi c’è la partita più forte: la mozione di sfiducia. Per mandare a casa il sindaco servono 20 voti: in teoria, una quota da missione impossibile, a meno che non si verifichi la mossa a sorpresa: il voto contrario del Mpa, l’alleato più forte di Italia. Una ipotesi sollevata stamane dall’ex sindaco Giancarlo Garozzo, dettata dal silenzio del deputato regionale Peppe Carta che, nella tesi dell’esponente di Italia Viva, testimonierebbe come “ancora nulla è deciso”.



Commenta con Facebook