Dietro la questione dell’ordine dei lavori c’è una partita politica. Al Consiglio comunale di Siracusa pendono due atti: la mozione di sfiducia al sindaco Francesco Italia, presentata dall’opposizione il 23 ottobre, e l’elezione del vicepresidente dell’assemblea, carica vacante dopo le dimissioni della consigliera Concetta Carbone, datate 15 ottobre a seguito del suo coinvolgimento nell’inchiesta Nexus sulla presunta corruzione al Comune. Decidere quale venga prima non è solo una questione procedurale: può spostare gli equilibri in aula.

 La richiesta dell’opposizione

Con una nota del 29 ottobre, un gruppo di consiglieri, indirizzata all’attenzione del consigliere del Pd Massimo Milazzo, ha chiesto al presidente del Consiglio Alessandro Di Mauro di dare precedenza alla discussione e al voto sulla mozione di sfiducia rispetto all’elezione del vicepresidente. Ai firmatari, scrive il Segretario generale, spetta ora far valere la propria posizione altrove. Hanno chiesto anche al Segretario generale, Danila Costa, “per quanto di competenza”, di assicurare il supporto alla conseguente organizzazione dei lavori.

 La risposta del Segretario

Costa ha risposto chiarendo i confini del proprio ruolo. “Nessuna norma di legge, di Statuto o di Regolamento attribuisce al Segretario Generale il potere di stabilire o modificare l’ordine dei lavori consiliari, né di orientare le scelte del Presidente in materia”, scrive. Convocazione e ordine del giorno spettano al presidente del Consiglio, sentita la Conferenza dei Capigruppo.

Il parere ricorda che “resta fermo” l’articolo 10 della legge regionale 35 del 1997: la mozione di sfiducia è posta in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta dalla presentazione. Presentata il 23 ottobre, la finestra va dal 2 novembre al 22, che è domenica. Quanto alla precedenza: “Nelle fonti sopra richiamate non si rinviene invece una disposizione che stabilisca una precedenza tra la trattazione della mozione e l’elezione del Vice Presidente”. La scelta, aggiunge, rientra nella valutazione organizzativa della Presidenza e del Consiglio, che dovrà assicurare “in ogni caso il rispetto del termine di legge”.

 Il parere sulla vicepresidenza

C’è poi un secondo parere, reso a Di Mauro in risposta a una sua nota del 28 ottobre. Costa esclude che esista un termine perentorio per eleggere il vice: “un termine perentorio, decorso il quale l’elezione sarebbe preclusa o illegittima, non esiste”. Subito dopo precisa che la mancanza di un termine “non legittima, però, che l’elezione possa essere differita a discrezione”.

L’elezione, si legge, va iscritta all’ordine del giorno della prima seduta utile successiva alla vacanza, “subito dopo la surroga del seggio”, e, se non si conclude, in quella immediatamente successiva. Come “ulteriore criterio di prudenza, e non come termine di legge”, il Segretario suggerisce di non superare i venti giorni che l’articolo 20 della legge regionale 7 del 1992 considera congrui “per la riunione del consiglio su richiesta qualificata”. Un differimento oltre quel limite “senza ragioni documentate” si esporrebbe a essere qualificato “come omissione di un atto dovuto”, con possibile intervento dell’Assessorato regionale. La finestra utile sarebbe la seduta del 5 novembre.

I numeri e la partita politica

Qui entra la politica. Per approvare la sfiducia servono 20 voti, una quota quasi impossibile da raggiungere. L’opposizione, però, punterebbe a un risultato politico: far emergere che il sindaco non ha più una maggioranza numerica in aula. Del resto, ai 14 firmatari della mozione si sono aggiunti i due consiglieri di Insieme, Scimonelli e Vaccaro, che hanno ufficializzato con un comunicato stampa di votare per mandare a casa il sindaco. Conti alla mano, in aula si registra un pareggio: 16 a 16.

Per questo la sequenza conta. Le forze che sostengono Italia sarebbero per eleggere prima il vicepresidente, così da recuperare la maggioranza numerica. Con un vicepresidente espresso dal fronte pro-sindaco, Italia avrebbe maggiori chance di reclutare consiglieri e, tra le ipotesi, di convincere il gruppo di Insieme a schierarsi dalla sua parte, forte di un accordo con Giovanni Cafeo, ex parlamentare regionale, guida politica di Insieme, che presiede la Fondazione Siracusa 2033 di cui è socio il Comune.

Cosa succede ora

I pareri non indicano una precedenza e rimandano la scelta alla Presidenza. Il Segretario richiama due elementi: il termine di legge per la mozione e, per il vice, un criterio di prudenza che non è un termine di legge. La decisione sull’ordine dei lavori spetta a Di Mauro, che dovrà sentire i capigruppo.Dietro la questione dell’ordine dei lavori c’è una partita politica. Al Consiglio comunale di Siracusa pendono due atti: la mozione di sfiducia al sindaco Francesco Italia, presentata dall’opposizione il 23 ottobre, e l’elezione del vicepresidente dell’assemblea, carica vacante dopo le dimissioni della consigliera Concetta Carbone, datate 15 ottobre a seguito del suo coinvolgimento nell’inchiesta Nexus sulla presunta corruzione al Comune. Decidere quale venga prima non è solo una questione procedurale: può spostare gli equilibri in aula.