Nuova puntata della frattura tra Dario Mirri e Tony Di Piazza. A parlare stavolta è il legale dell’imprenditore italoamericano che detiene il 40% delle azioni del club rosanero.

Sulle colonne del Giornale di Sicilia, infatti, l’avvocato Francesco De Martino ha ribadito che era prevista un’intesa unanime sulle scelte più importanti riguardanti la società.

In particolare, «c’è una scrittura privata risalente a luglio con la quale le parti avevano convenuto tutti questi accordi».

De Martino, a tal proposito, ha rivelato che «questa scrittura privata sanciva inoltre l’ingresso di Di Piazza in Hera Hora, perché è con questo accordo che si è impegnato a versare ciò che ha versato. Era previsto un ruolo operativo per Paparesta, era previsto che nelle decisioni più importanti ci fosse un accordo tra tutti ed era previsto anche il ruolo di Sagramola, con un tetto di spesa oltre il quale sarebbe dovuto passare dal CdA».

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L’avvocato ha poi aggiunto che «la scrittura privata però non cessa di avere efficacia semplicemente è un altro accordo, precedente allo statuto e non derogato da quest’ultimo. Circa il tema dell’unanimità, le parti ne avevano a lungo discusso e, attesa anche l’urgenza, avevano deciso di affrontarlo al momento del conferimento delle deleghe all’amministratore delegato. Così non è però stato fatto. Ma non solo. Era stato messo per iscritto che Di Piazza sarebbe stato coinvolto al massimo in decisioni che sarebbe stato bene condividere in un percorso da compiere insieme. Anche questo è stato disatteso».

De Martino ha anche detto: «Avevo percepito che qualcosa stava per allontanare le due parti. Oiccole scelte, come quella relativa allo sponsor tecnico, che è stata comunicata solamente a cose fatte».