Maurizio Zamparini ha riportato il Palermo in Serie A dopo 32 anni di assenza con risultati mai raggiunti nella storia del club (con tanto di partecipazione alla Champions League sfiorata, qualificazioni all’Europa League e finale di Coppa Italia). È l’almanacco a dirlo.

Eppure, il gruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio Comunale ha annunciato la presentazione di un ordine del giorno per chiedere la revoca della cittadinanza onoraria conferita all’imprenditore friulano.

Alla base di questo desiderio di punire Zamparini c’è la decisione della Procura Federale di deferire l’imprenditore e 13 altri dirigenti al Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare «per aver violato i doveri di lealtà, probità e correttezza, per aver determinato con il proprio comportamento, una gestione anti-economica della società fino a comportarne il dissesto e per non aver posto in essere utili interventi di ricapitalizzazione idonei al risanamento della società, determinando in tal modo il suo fallimento con conseguente revoca dell’affiliazione della Figc».

Il gruppo consigliare M5S ha anche trasmesso un’interrogazione al sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, affinché chiarisca se intende procedere alla revoca della cittadinanza onoraria che era stata attribuita da Diego Cammarata nel giugno del 2014.

Zamparini, che ha portato a Palermo campioni del calibro di Luca Toni, Javier Pastore, Fabrizio Miccoli, Edinson Cavani, Paulo Dybala (per citarne alcuni ma sono molti di più), è il primo Presidente nella storia rosanero per più lunga duratura (quasi 15 anni, 21 luglio 2002 – 27 febbraio 2017) e, dopo il 1º dicembre, anche il primo proprietario durato più a lungo (16 anni, 21 luglio 2002 – 1 dicembre 2018).

Sì, il finale dell’esperienza zampariniana è stato drammatico e gli errori commessi sono stati tanti e ‘fatali’ ma la sua storia a Palermo dovrebbe essere giudicata nel suo insieme…