Dalle Aquile Palermo, alla Torres, da calciatrice della Nazionale Azzurra alla panchina del Venezuela, fino all’oro olimpico sudamericano di pochi giorni fa in Paraguay, primo vero trionfo internazionale delle Vinotinto. La palermitana Pamela Conti, il ct della selezione sudamericana, nella sua casa a Ballarò per qualche giorno, racconta il percorso con la sua selezione e le ambizioni personali con gli obiettivi futuri.
“Iniziare a vincere una medaglia d’oro con la nazionale è stata un’emozione indescrivibile. È iniziato tutto da una informazione che ho dato a Madrid nel 2019, quando allenavo dei ragazzini venezuelani che venivano nella capitale spagnola. Sapevo che la Federazione cercava un’allenatrice italiana, abbiamo avuto un contatto ed abbiamo iniziato questa grandissima esperienza”.
La qualificazione ai Mondiali sfiorata
Prima del trionfo ad Assuncion, il Venezuela ha disputato la Coppa America in Colombia. Il trofeo è stato vinto dal Brasile e la squadra di Pamela Conti si è qualificata per la finale del quinto posto che se vinta avrebbe dato loro una storica qualificazione ai Mondiali di Australia e Nuova Zelanda dell’anno prossimo. I rigori hanno premiato le cilene.
In quell’edizione che si è disputata lo scorso mese di luglio, il Venezuela è arrivato al terzo posto in un girone con Brasile, Uruguay, Argentina e Perù. La squadra di Pamela Conti ha battuto l’Uruguay per 1-0 ed il Perù per 2-0 per poi arrendersi alle Verdeoro, future campionesse, per 4-0 ed all’Albiceleste di misura per 1-0. La sfida col Cile, decisiva per l’accesso alla rassegna iridata si è chiusa 1-1 poi ai rigori la sconfitta per 4-2.
“È un ricordo che vorrei cancellare ma questo sarà un input che ci farà andare avanti e che mi farà crescere come ct. Abbiamo perso ai rigori la partita di qualificazione ai rigori dopo aver vinto con loro due volte in amichevole. Sinceramente non siamo arrivati al cento per cento in questa Coppa America e giocarci tutto in un mese è stata dura. Sono convinta che il Venezuela si potrà qualificare e dirà la sua perché ha tanto talento e adesso ha anche il lavoro dietro”.
Pamela Conti, “Sempre puntato in alto, studio per diventare mental coach”
Il ct Pamela Conti parla anche dell’importanza della gestione emotiva dei giocatori ed a BlogSicilia racconta: “Ho sempre puntato in alto perché mi piace tantissimo studiare ed andare avanti. Mi piace innovare, mi piace leggere, mi sto formando come allenatore a 360 gradi perché un allenatore che sa solo di calcio, non sa niente di calcio. Sto studiando con l’università di Miami per diventare mental coach. Penso sia importante la gestione emozionale delle giocatrici perché a livello tecnico tattico ci siamo preparati tutti. Per me la mentalità, le emozioni e la gestione stanno diventando indispensabili nel calcio”.
Calcio in Italia in Italia sta crescendo
Immancabile la domanda sul calcio femminile in Italia, sulla sua crescita e sull’arrivo del professionismo per le donne. Evento per il quale Pamela Conti, assieme ad altre big della Nazionale, ha lottato.
“Penso che il calcio stia crescendo tantissimo in Italia, sia allenatori che giocatrici stanno avendo tante opportunità dopo che le società maschili le hanno prese sotto la loro ala. Basta solo investire. E da quest’anno siamo professionisti. È un lavoro che ho fatto anche io dai tempi della Nazionale e con Sara Gama, Patrizia Panico, Rita Guarino, Cristiana Girelli ed altre abbiamo lottato per avere il professionismo che era giusto”.
Il sogno di Pamela Conti “Amichevole Italia-Venezuela a Palermo”
In ultimo un sogno, una amichevole di lusso tra le Azzurre di Milena Bertolini e la sua nazionale al Renzo Barbera. “Sarebbe un sogno, il più bello della mia vita e si realizzerebbe qualcosa di incredibile. Magari. A me piacerebbe, tornerei nella mia città, giocherei contro la mia nazionale e per la mia nazionale che è il Venezuela”.






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