Una stagione in cui il trentenne triplista italo-cubano delle Fiamme Gialle, bronzo alle Olimpiadi di Parigi 2024, dovrà gettare le basi in vista dei Giochi Estivi di Los Angeles 2028. “Ho iniziato ad allenarmi più o meno da un mese – spiega il campione azzurro in un’intervista all’Italpress – Direi che come sempre i miei obiettivi sono il Mondiale indoor, dove spero di partecipare e di dare il massimo, e poi la stagione all’aperto, con le tappe della Diamond League. Mi piacerebbe raggiungere il migliore del mondo nella Diamond, Christian Taylor: lui ha vinto cinque ‘Diamantì, io tre, quindi me ne mancano ancora due…”.
Nato a L’Avana, ha gareggiato fino al 2021 con Cuba per poi rifugiarsi in Italia, accolto sotto l’ala protettiva di Fabrizio Donato. “Come tutti sappiamo, a Cuba ci sono dei problemi e ho dovuto abbandonare la mia famiglia, i miei amici, tutto, e iniziare da zero una nuova vita – ricorda Andy Diaz, che quasi tre anni fa ha ottenuto la cittadinanza italiana – Sono arrivato qui in Italia e ho avuto la fortuna di trovare Fabrizio Donato e tutti i suoi amici e colleghi che ci hanno dato una mano. Soprattutto devo ringraziare l’Italia perchè, con la cittadinanza, mi ha offerto una seconda vita. Sono rinato, l’Italia mi ha dato l’opportunità di continuare a crescere come uomo e come sportivo“.
Diaz è un autentico innamorato del Belpaese: “Dell’Italia mi piacciono le persone, sono molto simili caratterialmente ai cubani e quindi mi trovo molto bene. E poi sappiamo tutti che la cosa migliore che c’è è il cibo, soprattutto la carbonara… Cosa migliorerei dell’Italia? Ho tanto di cui ringraziare e niente di cui lamentarmi. Non mi lamento dell’Italia e dei suoi problemi, tutti i Paesi ne hanno. Grazie all’Italia ho una nuova vita e sto continuando a sognare, divertendomi nel fare atletica, la cosa più bella del mondo”.
Per sua esperienza diretta, l’Italia non è certo un paese razzista. Tutt’altro. “Non ho mai avuto problemi e non l’ho mai avvertito sulla mia pelle. Ho sempre incontrato persone veramente umane e carine, finora non mi sono mai trovato in una situazione di razzismo. Ho visto delle immagini sui social, però non è che per una persona si può dire che tutta l’Italia sia razzista”.
Diaz, che a ottobre ha preso parte all’iniziativa di apertura de “La Scuola è Vita” nell’ambito del Giubileo del Mondo Educativo, detiene due record nazionali, quello outdoor (17,75 metri) e indoor (17,80). E all’atletica italiana può ancora dare molto.
“Diciamo che la mia carriera sportiva è iniziata tre anni fa, quando sono arrivato in Italia. Mi piacerebbe arrivare fino a 40 anni, per essere più o meno pari con il mio allenatore Fabrizio Donato… Più o meno, visto che lui ha gareggiato fino a 42. Quindi direi che ho ancora davanti dieci anni di atletica”. E, come sperano tutti gli sportivi azzurri, di altri grandi successi con indosso il tricolore.
– Foto Italpress –
(ITALPRESS).






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