I carabinieri della Compagnia di Alcamo in Favignana, Augusta e San Cataldo, con i colleghi del nucleo investigativo regionale della polizia penitenziaria e delle compagnie carabinieri di Siracusa e Caltanissetta hanno eseguito un’ordinanza in carcere, emessa dal gip di Trapani su richiesta della Procura, nei confronti di 4 soggetti.
Gli arrestati di cui 3 attualmente detenuti e 1 in regime di semilibertà sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di estorsione e rapina aggravata.
L’indagine, sviluppata dalla sezione operativa di Alcamo con il supporto del Nir di Palermo ha avuto inizio nel febbraio 2026 e si è protratta per circa tre mesi con l’esecuzione di intercettazioni telefoniche, riprese video, servizi sul territorio e accertamenti vari. All’esecuzione della misura hanno dato supporto anche i militari del nucleo navale carabinieri con la motovedetta Cc N808.
L’attività inizialmente sviluppata in direzione di un uomo di Alcamo di 34 anni in quel momento detenuto per altra causa presso la Casa Circondariale di Favignana successivamente si è estesa anche nei confronti degli altri uomini, due palermitani di 49 e 55 anni e un catanese di 33 anni oggi tratti in arresto e in quel periodo reclusi sempre a Favignana.
Le indagini hanno fatto emergere come le attività estorsive venissero poste in essere direttamente da soggetti ristretti all’interno della Casa di Reclusione di Favignana adoperando utenze telefoniche ed apparati telefonici introdotti e detenuti illecitamente.
In particolare, in una circostanza, è stato anche documentato come il principale indagato avesse incaricato gli altri tre, in quel momento in permesso, di rintracciare fisicamente la persona offesa per mostrarsi a quest’ultima in video chiamata dalla Casa di Reclusione di Favignana in modo da rendere maggiormente percepibile l’attualità e la concreta eseguibilità delle ritorsioni prospettate e rafforzare l’efficacia della richiesta estorsiva.
Gli accertamenti e le attività tecniche sviluppate hanno consentito di ricostruire come la vittima in un arco temporale ricompreso tra il 2024 e il 2026 sia stato indotto con minacce e violenze, talvolta anche fisiche, a consegnare somme di denaro per almeno 20.000 euro talvolta in contanti talvolta mediante ricariche su varie PostePay.



Commenta con Facebook