Ha detto via radio di essere solo a bordo. La termocamera del guardacoste diceva un’altra cosa.

È così che la Guardia di finanza ha scoperto otto migranti nascosti sottocoperta di una barca a vela diretta verso Mazara del Vallo. Lo skipper, un cittadino tunisino di cinquant’anni, è stato arrestato.

Il dettaglio che non tornava

L’avvistamento è avvenuto la scorsa notte, al limite esterno delle acque territoriali.

A individuare l’imbarcazione è stato l’equipaggio del G.120 “Calabrese”, il guardacoste della Sezione operativa navale di Porto Empedocle impegnato nel pattugliamento delle frontiere marittime.

Attraverso i sistemi di osservazione in dotazione al mezzo i militari hanno notato due cose fuori posto. La prima era un piccolo battello pneumatico sistemato in modo approssimativo a prua, sul ponte di coperta, elemento ritenuto non usuale per quel tipo di barca.

La seconda riguardava le persone. A bordo se ne vedevano due, ma la risposta termica ne indicava di più.

L’abbordaggio all’alba

I finanzieri hanno atteso che l’imbarcazione entrasse in acque nazionali.

L’abbordaggio è stato eseguito all’alba di oggi. Si trattava di uno sloop lungo circa dieci metri, battente bandiera tunisina.

Alla guida c’era un cittadino tunisino sulla cinquantina, proprietario dell’imbarcazione e incensurato.

La versione fornita dall’uomo

Prima del controllo lo skipper aveva già parlato con i militari.

Ha riferito di essere l’unica persona presente a bordo. Alla domanda sulle ragioni della navigazione ha indicato una semplice attività di piacere.

Erano circostanze che non collimavano con quanto la sorveglianza video aveva rilevato poco prima.

Otto persone sottocoperta

Il controllo dell’imbarcazione ha dato ragione ai sistemi di bordo.

Sottocoperta erano nascosti otto migranti.

Il proprietario dello sloop è stato arrestato in flagranza di reato. L’imbarcazione è stata sottoposta a sequestro.

Lo sbarco e il trasferimento al Cpr

Le otto persone sono state fatte sbarcare nel porto di Mazara del Vallo.

Sulla banchina sono state affidate al dispositivo interforze e a quello sanitario, secondo la procedura prevista per questi casi.

Da lì sono state condotte al Centro di permanenza per i rimpatri di contrada Milo, a Trapani. Tutte sono state deferite all’autorità giudiziaria per ingresso irregolare nel territorio italiano.