Il Comune in provincia di Trapani di Salemi continua a credere nell’aeroporto ‘Vincenzo Florio’ di Trapani-Birgi e paga la propria parte di debiti che non erano stati pagati da altri Comuni relativi al vecchio accordo di co-marketing.

È stata la giunta comunale di Salemi guidata dal sindaco Domenico Venuti a decidere di fare la propria parte nell’operazione che punta a coprire le somme del vecchio programma. Il Comune trapanese, in particolare, ha sempre pagato la propria parte e adesso mette sul piatto 3.077 euro del proprio bilancio comunale a titolo di anticipazione per coprire le somme dei Comuni inadempienti. La somma comunque, in virtù di un impegno da parte della Camera di commercio di Trapani, sarà restituita al Comune quando si completerà l’iter giudiziario delle ingiunzioni di pagamento avanzate nei confronti degli enti debitori.

“Stiamo lavorando insieme con altri Comuni e con la Camera di commercio per risolvere un problema che potrebbe rappresentare un ostacolo allo sviluppo di Birgi – afferma Venuti -. Nonostante la vicinanza con l’aeroporto di Palermo, Salemi ha sempre creduto e continua a credere nello scalo di Trapani e nella possibilità che questo torni a rappresentare un volano di sviluppo per tutto il territorio. L’interesse per Birgi – continua il sindaco di Salemi – si dimostra non solo con le prese di posizione ma anche con atti concreti come questo”. Secondo Venuti “tutta la provincia di Trapani deve fare sistema e lavorare in sinergia per crescere” e “soltanto con un impegno corale di istituzioni, rappresentanti dell’economia e cittadini la Sicilia occidentale riuscirà a difendere lo scalo e a ripartire con slancio”.

Il 17 giugno scorso è stata inscenata una singolare protesta davanti allo scalo di Trapani. Aeroplanini di carta sono stati fatti volare nel piazzale antistante l’aeroporto di Trapani Birgi in segno di protesta contro l’abbandono dello scalo da parte delle Istituzioni. Al Vincenzo Florio cittadini, rappresentanti della politica, dell’economia, delle associazioni e gli operatori turistici hanno dato vita ad un flash mob, facendo volare simbolicamente degli aereoplanini tricolore per affermare il proprio diritto a volare.