• I feriti della tragedia di Pantelleria in miglioramento
  • Il racconto della tromba d’aria, “Siamo stati sballottolati, credevo di morire”
  • Sull’isolo ieri lutto cittadino per il funerale dell’anziano di 86 anni

Migliorano le condizioni di salute dei due feriti ricoverati in ospedale dopo la tromba d’aria avvenuta a Pantelleria, in località Campobello. Stanno meglio i due coniugi ricoverati al Nagar. Si tratta degli unici a non essere stati dimessi tra i 9 feriti arrivati al pronto soccorso dopo la tragedia che ha causato due vittime. Sono due abitanti sull’isola che erano arrivati in codice rosso.

Ancora sotto osservazione

Come si legge sul Giornale di Sicilia, attualmente i due coniugi sono ancora sotto osservazione. L’uomo ha riportato fratture alla colonna vertebrale, mentre la donna, Rosina, alla gabbia toracica. Gli altri sette feriti, quattro turisti arrivati dal Lazio e tre operai di una ditta palermitana che si trovavano sull’isola per lavoro – sono stati invece già dimessi la notte stessa di venerdì.

Ho creduto di morire

La donna, ancora dolorante, ha raccontato al quotidiano in edicola oggi gli attimi di terrore trascorsi durante la violenta tromba d’aria. “Siamo stati sballattolati, la macchina è andata per i fatti suoi – questo il racconto -. Noi siamo stati sbalzati fuori dal veicolo in mezzo alla burrasca di vento e di pioggia. Ho creduto di morire”. Intanto la donna e il marito non si sono visti, parlano da una stanza all’altra dell’ospedale con il telefonino.

L’isola piange le due vittime

Ieri lutto cittadino nell’isola per Gianni Errera e Francesco Valenza. I negozianti hanno chiuso le saracinesche nella mattinata mentre nella chiesa del SS Salvatore si svolgevano i funerali di Francesco Valenza, il pensionato di 86 anni morto nel disastro. Non si terranno funerali invece per l’altro morto, Giovanni Errera, il vigile del fuoco di 47 anni, padre di due bambini. Aveva lasciato detto a moglie e parenti che alla sua morte desiderava essere cremato. Il corteo funebre oggi lo accompagnerà invece che in chiesa, al porto dove sarà imbarcato sulla nave di linea che lo porterà a Trapani e da qui a Palermo per la cremazione.