“Non si tratta più di indiscrezioni, sto firmando in questo momento il decreto di revoca dell’Avviso 3 della Formazione professionale. Ieri sera il dirigente generale ha completato l’iter con gli avvocati e definito il percorso e dunque venerdì prossimo in Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana ci sarà la revoca dell’Avviso 3″.

A parlare è l’assessore regionale alla Formazione Bruno Marziano, che mette la parola fine a settimane di grande confusione sulla vicenda proprio dell’Avviso 3, quello che riguarda la parte essenziale della Formazione professionale in Sicilia. Un Avviso da 167 milioni di euro che, così, si blocca definitivamente.

Settimane di confusione dopo che un ricorso al Tar era stato accolto dal Tribunale amministrativo che aveva convocato udienza per giugno, inserendo fra le motivazioni di accoglimento elementi di criticità che facevano pensare ad un probabile annullamento in quella udienza.

Ne era scaturito un andirivieni di indiscrezioni sull’annullamento dell’Avviso poi smentite dall’assessore, poi riconfermate e quindi ulteriormente smentite. L’ultimo sms con il quale Marziano rispondeva alle domande insistenti di BlogSicilia recitava testualmente: “Per il momento nessuna revoca. Stiamo verificando le soluzioni possibili. Solo dopo aver individuato le soluzioni decideremo il da farsi”.

E secondo Marziano la procedura seguita non smentisce ma conferma quanto lui stesso aveva detto poco prima “E’ andata esattamente così. Aspettavo l’esito degli incontri del dirigente generale con l’ufficio legislativo e con gli avvocati. Adesso firmo la revoca dell’Avviso ma posso dire che non appena, venerdì prossimo, sarà pubblicato lo stop all’Avviso 3, un minuto dopo consegneremo la bozza del nuovo avviso riveduto e corretto. Non si ferma nulla se non per qualche giorno”.

Assessore ma cosa c’è nel nuovo avviso che vi fa pensare che non seguirà la stessa sorte?

Abbiamo espunto (cassato, ndr) dal vecchio Avviso 3 tutte le parti oggetto di impugnativa e abbiamo rimodulato l’Avviso senza tutti gli elementi di criticità. non c’è alcun motivo per il quale non dovrebbe andare in porto. Se dovesse esserci una nuova impugnativa a quel punto potrò solo prendere atto della ferma volontà dei soggetti interessati a non fare nulla”.

Ma come è possibile che i soggetti interessati vogliano bloccare tutto? Ci sono migliaia di persone disoccupate che attendono questo avviso

“Il sospetto mi viene leggendo interventi di esponenti dell’opposizione come Nello Musumeci che appena ieri ha scritto ‘Marziano non si permetta a pubblicare alcunché fin quando non sarà fatta la riforma’. Questa posizione mi fa temere che si voglia bloccare tutto a prescindere. La riforma non potrà vedere la luce in tempi brevissimi, ci vorrà del tempo. Il nuovo Avviso 3 sarà un Avviso di transizione e sono convinto che potremo farlo partire il 1 settembre insieme all’Avviso 7”.

A proposito di riforma, se ne parla da tre anni ma non se ne vede neanche l’ombra.

“Su questo fronte il disegno di legge di riforma è uscito dalla Commissione di merito. Ora deve fare un passaggio dalla Bilancio per certificare che non è legge di spesa e dunque non necessita di copertura e poi potrà andare, finalmente, in aula. Non è che io condivida tutto di questa riforma. Ma è meglio mandare in aula una legge che si può, poi, migliorare in Parlamento, che continuare a restare immobili come avviene da tre anni come diceva lei. Ritengo che entro un anno, anche meno, riusciremo a fare, finalmente, la riforma e il prossimo Avviso sarà redatto sulla base della nuova norma evitando qualsiasi ulteriore problema. Per questo sostengo che il nuovo Avviso 3 sia un avviso di transizione”

Assessore ma non le sembra che in tutto questo ci sia una grande confusione in atto?

“Io non posso farmi carico di quello che è successo nel passato. Sono arrivato a novembre ed ho cercato di ‘mettere pezze’ per far ripartire il sistema. Con grande difficoltà ci stiamo riuscendo, sia pure con i ritardi dovuti ai ricorsi ed alla necessità di rifare l’Avviso”.

A prescindere dalla bolgia Avviso 3, però, c’è il problema dell’accreditamento. Con Sviluppo Italia Sicilia in liquidazione, si blocca tutto? Non è un atteggiamento schizofrenico quello della Regione?

“Noi siamo l’unico Dipartimento ad avere conferito correttamente gli incarichi a Sviluppo Italia Sicilia come avrebbero dovuto fare anche altri. Ho chiesto con forza al presidente della Regione di garantire il funzionamento di Sviluppo Italia Sicilia anche nelle more del passaggio dei dipendenti alla Sas. Pretendo che lunedì tutto funzioni perché altrimenti presenterò delle denunce. Non si tratta solo dell’accreditamento ma anche dell’inserimento dei dati in piattaforma senza i quali non possiamo procedere al pagamento della seconda annualità dell’Avviso 20 che gli enti aspettano. Non è accettabile”.

La bolgia è servita.

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