Si chiamano Simone Scirè, Giovanni Piccione, Fabio Privitera, Paolo Carbè, Nardina Bramante e Flavio Zito le sei persone arrestate questa mattina tra Siracusa, Catania e Civitavecchia nell’ambito di un’operazione antidroga coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania.
Le misure
I provvedimenti restrittivi sono stati eseguiti dai carabinieri del comando provinciale di Siracusa, con il supporto dei militari della Compagnia di Catania Fontanarossa, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Catania. Gli indagati sono accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Per Simone Scirè, 27 anni, e Giovanni Piccione, 45 anni, il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere. Gli altri quattro indagati, Fabio Privitera, 47 anni, Paolo Carbè , 39 anni, Nardina Bramante, 33 anni e Flavio Zito, 43 anni agli arresti domiciliari.
L’ordinanza è stata notificata a due degli indagati direttamente nelle case circondariali di Siracusa e Civitavecchia, dove erano già detenuti per altra causa.
L’operazione del 10 dicembre scorso
L’operazione odierna rappresenta un ulteriore sviluppo di una più ampia attività investigativa che, il 10 dicembre scorso, aveva già portato all’arresto di 11 persone, ritenute appartenenti a un gruppo criminale operante nel territorio siracusano. Secondo quanto emerso dalle indagini, il sodalizio avrebbe progressivamente acquisito il controllo del traffico di sostanze stupefacenti in città, con particolare riferimento a un’area prossima alla stazione ferroviaria.
Nel corso della precedente operazione erano stati inoltre sequestrati beni mobili e immobili per un valore complessivo superiore ai 500 mila euro.
La decisione del gip
In relazione alla posizione dei sei arrestati odierni, il Gip si era riservato la decisione dopo aver disposto l’interrogatorio preventivo. Alcuni degli indagati sono ritenuti dagli inquirenti canali di approvvigionamento dell’organizzazione, altri invece spacciatori operativi al servizio del gruppo. Le indagini proseguono per definire ulteriori responsabilità e ricostruire nel dettaglio l’assetto dell’organizzazione criminale.






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