Sta correndo veloce, più di quanto gli esperti avessero previsto. La nuova ondata influenzale che sta colpendo l’Italia tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 ha numeri impressionanti: oltre 816.000 nuovi casi in una sola settimana, con un totale che supera i 6,7 milioni di casi dall’inizio della sorveglianza stagionale.
Al centro dell’attenzione medica ed epidemiologica c’è un ceppo virale ben preciso: il ceppo mutato H3N2, ribattezzato “Influenza K”, che si sta dimostrando particolarmente aggressivo.
A preoccupare, oltre ai numeri, è la fascia d’età più colpita: i bambini sotto i 4 anni, con un’incidenza che tocca i 42 casi ogni mille assistiti, quasi tre volte la media generale.
La nuova influenza K: sintomi, numeri e diffusione
Secondo i dati del sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, la variante K del virus influenzale A/H3N2 è ormai dominante in Italia. Nella settimana di fine dicembre 2025, i casi di sindromi respiratorie acute hanno superato quota 816.000, con un incremento di oltre 100.000 casi rispetto ai sette giorni precedenti.
Più del 40% di queste sindromi sono attribuibili a virus influenzali e, in più della metà dei casi, si tratta proprio della variante K. A livello nazionale, l’incidenza media è di 14,7 casi ogni 1.000 abitanti, ma con un picco rilevato tra i più piccoli (0-4 anni), che sfiorano i 42 casi per 1.000.
Effetto Natale e l’attesa impennata post-Epifania
I numeri, seppur impressionanti, potrebbero ancora aumentare. Durante la settimana tra il 22 e il 28 dicembre, si è registrata una leggera flessione dell’incidenza (14,5 casi per 1.000 assistiti rispetto ai 17,1 della settimana precedente), dovuta secondo gli esperti all’“Effetto Natale”: meno segnalazioni da parte dei medici di famiglia e scuole chiuse.
Ma è solo una pausa momentanea. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, la riapertura delle scuole dopo la Befana potrebbe riportare la curva in rapida crescita, fino al raggiungimento del picco.
Lo conferma il Dipartimento Malattie infettive dell’ISS: “Il virus influenzale sta circolando in modo ancora molto intenso: lo stiamo riscontrando sia negli ambulatori che nelle richieste dei pazienti”.
Polmoniti e ricoveri in aumento tra bambini e anziani
L’aggressività del ceppo K si manifesta con sintomi forti e complicazioni gravi, in particolare tra le fasce più fragili: bambini piccoli e anziani. In diversi ospedali italiani si registra un aumento dei casi di insufficienza respiratoria e polmoniti virali.
Nei bambini, secondo i medici, le forme più gravi di influenza A sono spesso associate a polmoniti complicate, in alcuni casi tali da richiedere il ricovero in terapia intensiva. Si tratta in prevalenza di bambini al di sotto dei 6 anni.
Nei soggetti over 80, invece, la polmonite è presente in quasi un caso su due di pazienti con insufficienza respiratoria.
Antibiotici inutili e pericolosi: l’allarme dell’ISS
L’Istituto Superiore di Sanità è tornato a lanciare un messaggio chiaro: l’influenza non si cura con gli antibiotici, che non agiscono contro i virus ma solo contro i batteri.
“Assumerli senza indicazione medica non solo è inutile, ma può contribuire a favorire la resistenza batterica, rendendo più difficile curare eventuali infezioni future”, avverte l’ISS nelle sue FAQ ufficiali.
L’uso scorretto di antibiotici è un problema sanitario globale e in situazioni come questa può aggravare i rischi, soprattutto nei bambini e negli anziani.
Le regole di prevenzione: cosa fare per proteggersi
Per evitare il contagio da influenza K, il vaccino resta la prima difesa. Ma esistono anche alcune buone pratiche da seguire per limitare la diffusione del virus:
- Lavarsi le mani regolarmente e asciugarle con attenzione.
- Coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce (meglio in un fazzoletto o nel gomito).
- Restare a casa in caso di febbre o sintomi respiratori.
- Evitare il contatto stretto con persone sintomatiche.
- Non toccarsi occhi, naso o bocca senza aver lavato le mani.
Queste misure, già adottate durante l’epidemia di COVID-19, restano efficaci anche contro le infezioni influenzali.
Lo sapevi che…?
- L’Influenza K (ceppo H3N2) è già diventata dominante anche negli Stati Uniti, dove ha fatto registrare un record storico di ricoveri nello stato di New York.
- In Italia, durante le festività, oltre 1300 bambini sono stati portati al pronto soccorso per sintomi respiratori.
- La vaccinazione antinfluenzale per i bambini sotto i 6 anni è offerta gratuitamente in diverse Regioni italiane.
- I casi gravi di influenza A possono causare disidratazione, polmonite e insufficienza respiratoria.
- L’influenza stagionale non colpisce solo gli anziani: i giovani e i bambini sono tra i più vulnerabili quest’anno.
FAQ
Che cos’è l’influenza K?
È un ceppo mutato del virus A/H3N2, dominante nella stagione influenzale 2025-2026.
Chi colpisce di più l’influenza di quest’anno?
Bambini sotto i 4 anni e anziani oltre gli 80 anni sono le fasce più colpite.
Quali sono i sintomi più gravi?
Polmonite virale, insufficienza respiratoria, febbre alta e disidratazione nei bambini piccoli.
L’influenza si cura con gli antibiotici?
No. Gli antibiotici non sono efficaci contro i virus e vanno usati solo sotto prescrizione medica.
Come si può prevenire il contagio?
Vaccinazione, igiene delle mani, uso di fazzoletti, evitare contatti stretti e restare a casa in caso di sintomi.






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