«Bene gli interventi per riparare i danni, ma se non si mette in sicurezza il territorio continueremo a rincorrere le emergenze». Lo afferma a BlogSicilia il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, reduce dell’incontro, svoltosi nella sede della Capitaneria di Porto di Catania. con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni a cui hanno preso parte gli altri sindaci della Sicilia orientale.
Come intervenire
Un confronto richiesto dai territori duramente colpiti dal ciclone Harry come un primo passaggio operativo per avviare la fase della ricognizione dei danni e della programmazione degli interventi. Ma, per Siracusa, il punto non è soltanto l’entità delle risorse da destinare alla riparazione: è il modello di intervento complessivo a dover cambiare.
I danni da quantificare
Il sindaco Italia ha illustrato alla presidente Meloni una situazione ancora in fase di quantificazione, ma già chiara nelle sue conseguenze. «Stiamo procedendo alla quantificazione del danno, mettendo in ordine le priorità e sulla base di questo si determineranno gli interventi», ha spiegato. Nel capoluogo aretuseo e in diversi Comuni della provincia, i danni più gravi riguardano il litorale, colpito da mareggiate che hanno compromesso stabilimenti balneari, strutture legate alla stagione turistica e tratti di costa già fragili.
Il comparto turistico in ginocchio, danni alla viabilità
Una ferita che rischia di avere effetti pesanti sull’economia locale: non solo sulle attività imprenditoriali, ma anche sull’occupazione e sull’indotto, in una fase cruciale per il turismo. A questo si aggiungono le criticità sulla rete viaria, con collegamenti stradali danneggiati dal maltempo e ulteriori problemi di sicurezza per cittadini e imprese. Nei giorni scorsi, la Cna di Siracusa ha presentato una stima dei danni per il comparto turistico, che ammonterebbe a circa 6 milioni di euro, mentre sul fronte della viabilità, stando ai dati del Libero consorzio, si arriverebbe ad oltre 20 milioni di euro
Italia: “Servono interventi strutturali”
Ma, come ha sottolineato il primo cittadino di Siracusa nel corso dell’incontro, tutto questo rappresenta solo una parte della vicenda. «Se ci saranno risorse ingenti solo per riparare, al prossimo evento ci ritroveremo al punto di partenza», ha ammonito Italia, indicando nella prevenzione la vera chiave di volta. Messa in sicurezza delle coste, interventi strutturali sul territorio, pianificazione del rischio: sono questi i temi che, secondo il sindaco, devono affiancare gli interventi emergenziali.
Il vertice di Catania ha segnato l’avvio di un dialogo con il Governo nazionale, chiamato ora a tradurre gli impegni in misure concrete. Per Siracusa, la richiesta è chiara: non limitarsi a ricucire le ferite lasciate dal ciclone Harry, ma investire in una strategia capace di evitare che, alla prossima ondata di maltempo, il conto da pagare sia ancora una volta lo stesso.
I principali danni nel Siracusano dopo il ciclone Harry
Litorale devastato a Siracusa: mareggiate violente hanno causato erosione della costa, distruzione di passerelle, recinzioni e strutture balneari, con gravi ripercussioni sulle attività legate alla stagione turistica.
Stabilimenti e infrastrutture costiere danneggiate lungo diversi tratti del litorale urbano e provinciale, con accumulo di detriti e arretramento della linea di costa.
Situazioni critiche nei borghi marinari, in particolare a Marzamemi, dove si è reso necessario lo sgombero a scopo precauzionale per le condizioni meteo-marine estreme.
Viabilità compromessa in più punti della provincia: allagamenti, frane e smottamenti hanno interessato strade comunali e provinciali, con chiusure temporanee e limitazioni al traffico.
Danni alle arterie di collegamento, con manto stradale deteriorato, segnaletica divelta e difficoltà nei collegamenti tra i Comuni.
Edifici danneggiati o crollati, soprattutto in aree già fragili del territorio provinciale, come segnalato nel triangolo Lentini–Carlentini.
Interruzioni di servizi essenziali, in particolare energia elettrica e collegamenti, in alcune zone costiere e industriali come Augusta e Brucoli.
Agricoltura in sofferenza, con colture danneggiate dal vento e dalle piogge intense e prime stime di perdite economiche in fase di valutazione.






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