Il passaggio del ciclone Harry ha lasciato segni evidenti lungo le coste siciliane, colpendo un comparto già sotto pressione come quello balneare. Strutture danneggiate, stagioni compromesse, investimenti rinviati. In questo scenario il governo nazionale ha deciso di chiedere all’Unione europea la sospensione della direttiva Bolkestein per le attività dell’Isola colpite dagli eventi estremi.

L’impegno è stato ribadito, oggi, lunedì 2 febbraio, a Palermo, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo d’Orléans, alla presenza del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri Antonio Tajani.

Il sostegno della Regione alle imprese balneari

A commentare le dichiarazioni del ministro è stato l’assessore regionale al Territorio e all’Ambiente Giusi Savarino, che ha espresso apprezzamento per la linea annunciata dal governo.

“Ringrazio il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri Antonio Tajani per aver annunciato qui a Palermo la volontà del governo nazionale di chiedere all’Unione europea una sospensione della direttiva Bolkestein per le attività balneari della Sicilia investite dal ciclone Harry. Ho molto apprezzato questo impegno non solo perché raccoglie le nostre motivate istanze, ma perché è il segno di una profonda comprensione delle difficoltà che molti imprenditori dell’Isola stanno vivendo. Hanno bisogno di un orizzonte temporale più ampio per ripartire e investire. Auspichiamo che sul tema anche le istituzioni europee dimostrino la giusta sensibilità”.

Nelle parole dell’assessore emerge una richiesta precisa: tempo. Tempo per ricostruire, per programmare, per tornare a investire senza l’incertezza di scadenze imminenti.

Perché la sospensione della Bolkestein è decisiva

Il punto è il tempo. La direttiva europea impone procedure competitive per le concessioni balneari. Un meccanismo che, in condizioni ordinarie, punta alla concorrenza, ma che, dopo un ciclone, può tradursi in un ostacolo alla ricostruzione. Senza certezze sulla durata delle concessioni, investire diventa un azzardo. Con stabilimenti danneggiati, un rischio insostenibile.

Da qui la richiesta di un orizzonte più ampio, una finestra che consenta agli operatori di rimettere in piedi le strutture, programmare interventi, tornare operativi senza l’incognita immediata delle gare.

Ora la palla passa alle istituzioni europee. La “giusta sensibilità” invocata dall’assessore Savarino è il prossimo snodo. E per molte imprese siciliane, il confine sottile tra chiudere e ripartire.