Gravi irregolarità nella gestione dei servizi e della biglietteria dei principali siti culturali cittadini. È quanto emerge dalla delibera dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) che ha esaminato l’operato del Parco Archeologico di Siracusa e della Fondazione Inda.
Con la delibera n. 14, approvata il 21 gennaio 2026, l’Anac ha evidenziato una serie di criticità legate sia alla concessione per la gestione dei servizi al pubblico del Parco archeologico sia agli affidamenti del servizio di biglietteria per i siti monumentali e per gli spettacoli classici.
Concessione non rispettata e controlli tardivi
Secondo l’Autorità, il concessionario incaricato dal 2016 fino al 31 ottobre del 2024 della gestione del sistema territoriale integrato dei servizi non avrebbe rispettato diversi obblighi assunti in fase di gara, tra cui quelli relativi all’offerta migliorativa e al pagamento di canoni e royalties. A ciò si aggiungono gravi inadempimenti nell’esecuzione delle prestazioni.
L’Anac rileva inoltre pesanti ritardi da parte del Parco Archeologico nel contestare tali violazioni. Ritardi che hanno avuto come effetto l’archiviazione del procedimento avviato per la possibile decadenza della concessione.
Biglietteria, per l’Anac l’affidamento è illegittimo
Il punto più rilevante riguarda l’affidamento – il primo novembre del 2024 – alla Fondazione Inda del servizio di biglietteria per i siti del Parco Archeologico della Neapolis, il Museo Archeologico Paolo Orsi, la Galleria di Palazzo Bellomo e il Castello Maniace.
Su questo aspetto l’Autorità è netta. Nella delibera si legge: «L’affidamento alla Fondazione Inda del servizio di biglietteria (…) è illegittimo in quanto estraneo alla finalità di valorizzazione dei beni culturali e non qualificabile di interesse comune, per le concrete modalità di svolgimento, con conseguente necessità di procedere all’affidamento nel rispetto delle disposizioni del codice dei contratti pubblici».
Secondo l’Anac, dunque, il servizio non poteva essere assegnato tramite convenzione, ma avrebbe dovuto seguire le regole ordinarie previste per gli appalti pubblici.
Fondazione Inda soggetta alle regole degli appalti
L’Autorità chiarisce inoltre che la Fondazione Inda è da considerarsi un organismo di diritto pubblico. Di conseguenza, anche l’ente che organizza le rappresentazioni classiche è tenuto ad applicare integralmente il codice dei contratti pubblici quando affida lavori, servizi o forniture a soggetti terzi.
Per l’anno 2025, invece, l’affidamento del servizio di biglietteria sarebbe avvenuto sulla base dell’errata convinzione di non essere soggetti a tali obblighi. Questo ha comportato, secondo l’Anac, mancanze in materia di pubblicità e trasparenza, oltre a criticità nella definizione dell’importo di gara, dei requisiti di partecipazione e nella valutazione delle offerte.
Costi scaricati sugli utenti e proroghe fuori norma
Dall’istruttoria emerge anche una mancata corrispondenza tra l’offerta presentata in gara e le clausole inserite nel contratto. In particolare, il costo del servizio di biglietteria sarebbe stato trasferito dagli enti agli utenti finali, determinando un aumento del prezzo dei biglietti in violazione delle norme tariffarie vigenti.
Infine, il contratto per la biglietteria relativo agli anni 2022-2024 è stato prorogato in modo irregolare, senza rispettare i limiti previsti dalla legge.
La richiesta dell’Autorità
Alla luce delle numerose criticità riscontrate, l’Anac ha chiesto agli enti coinvolti di adottare correttivi adeguati e di fornire riscontro entro trenta giorni.
L’istruttoria è partita da un esposto presentato nell’agosto 2025, nel quale venivano segnalate irregolarità nell’affidamento del servizio di biglietteria dei principali siti archeologici e museali di Siracusa.






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