Un’aggressione pianificata quella messa in atto stamane nel carcere di Siracusa, in contrada Cavadonna.
L’agguato
Un gruppo di detenuti ha teso un vero e proprio agguato alla Polizia Penitenziaria, ferendo gravemente due agenti. L’episodio è la conseguenza di quanto accaduto nella sserata di ieri, quando un detenuto italiano del Blocco 10 ha abbandonato la sua cella per occuparne un’altra al Blocco 20, al terzo piano dell’istituto.
La sfida alle regole interne ha reso necessario l’intervento di un nucleo di agenti che stamane ha provato a riportare il detenuto nel posto in cui era stato assegnato.
Ma l’intervento si è trasformato in una violenta imboscata: gli agenti sono stati circondati da diversi reclusi armati di sgabelli e bastoni, che li hanno investiti con colpi violenti. Il dirigente è stato colpito al volto con pugni tali da provocare una sospetta frattura del setto nasale, mentre un assistente di polizia ha subito la lussazione della spalla. Entrambi sono stati trasportati d’urgenza in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Umberto I di Siracusa per le cure del caso.
Sul posto, secondo quanto riferito da fonti sindacali, si sarebbe potuto solo con difficoltà ripristinare l’ordine senza ulteriori rinforzi.
Un’escalation di violenze: la spirale di aggressioni negli ultimi mesi
La drammatica aggressione di oggi non arriva isolata. Negli ultimi mesi la Casa Circondariale di Siracusa è stata più volte teatro di episodi di violenza interna contro il personale di Polizia Penitenziaria:
Settembre-ottobre 2025: un agente è stato pestato da un gruppo di otto detenuti con gambe di tavolo come armi improprie, riportando ferite al volto e lesioni al timpano.
Settembre 2025: tensioni e occupazioni di interi blocchi da parte dei detenuti, con minacce dirette al personale e richieste di rinforzi per ripristinare l’ordine.
Agosto 2025: un agente è stato gravemente aggredito con calci e pugni da un detenuto “intollerante alle regole”, riportando escoriazioni multiple.
Le dure parole di Nicotra: “Mattanza quotidiana”
Dure le dichiarazioni di Mimmo Nicotra, presidente della Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE), che ha parlato di “mattanza giornaliera” e di un sistema interno in cui i detenuti sembrano “gestire l’allocazione come se fossero in un albergo” e rispondere con violenza organizzata quando si tenta di ripristinare l’ordine. Nicotra ha espresso solidarietà alle vittime, ma ha lanciato un monito deciso: senza interventi urgenti da parte del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, tra cui trasferimenti immediati dei responsabili e l’applicazione di penalità severe, la situazione rischia di sfuggire definitivamente al controllo.
Secondo i sindacati, il calo dell’autorità istituzionale all’interno delle carceri italiane ha creato un clima in cui la deterrenza è inefficace e gli agenti si trovano sempre più isolati di fronte alla furia dei reclusi.
Il contesto più ampio: un sistema sotto stress
Questi episodi vanno letti nel quadro di una carcerazione italiana sotto stress, dove il sovraffollamento e la carenza di personale sono fattori ricorrenti nelle denunce sindacali. Nel Siracusano, sindacati e operatori penitenziari avevano già segnalato la condizione di “quasi collasso” dell’istituto, con turni massacranti per gli agenti e una continua escalation di tensioni con i detenuti.






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