Con la Legge di Bilancio 2026 torna al centro una questione che riguarda migliaia di contribuenti: cosa succede all’auto sottoposta a fermo amministrativo se si aderisce alla rottamazione quinquies? La risposta è meno rassicurante di quanto molti credano: l’adesione blocca le nuove azioni di riscossione, ma il fermo già iscritto resta. Solo il pagamento fa davvero la differenza.
Rottamazione quinquies: cosa succede subito dopo la domanda
La presentazione della domanda di adesione alla definizione agevolata produce effetti immediati, ma circoscritti.
Dal momento del deposito dell’istanza:
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Agenzia delle Entrate-Riscossione
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non può avviare nuove procedure cautelari o esecutive
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non può proseguire quelle già iniziate
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❗ Eccezione: se è già intervenuto il primo incanto con esito positivo, la procedura non si ferma.
Questo “congelamento” serve a consentire al debitore di dimostrare la volontà di estinguere il debito agevolato. Ma il legislatore distingue nettamente tra nuove azioni e misure già adottate.
Cos’è il fermo amministrativo e perché viene applicato
Il fermo amministrativo è una misura cautelare prevista dall’art. 86 del DPR n. 602/1973.
In concreto:
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il veicolo resta intestato al proprietario;
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non può circolare;
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non può essere radiato né esportato.
Il fermo viene iscritto al Pubblico Registro Automobilistico dopo:
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notifica della cartella;
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decorso di 60 giorni senza pagamento;
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assenza di rateazioni o sospensioni.
? Usare un’auto sottoposta a fermo è vietato e comporta:
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sanzioni amministrative;
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possibile confisca del veicolo.
Rottamazione quinquies e fermo: il punto chiave
Ed è qui che nasce l’equivoco più diffuso.
? La presentazione della domanda di rottamazione quinquies NON cancella automaticamente il fermo amministrativo già iscritto.
La norma è chiara:
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i fermi esistenti restano efficaci;
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il veicolo continua a non poter circolare;
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il vincolo rimane fino all’integrale pagamento delle somme dovute.
La scelta normativa è tutt’altro che casuale: il fermo resta come garanzia del credito pubblico.
Quando si può chiedere la revoca del fermo
La revoca del fermo amministrativo è possibile solo a precise condizioni.
Condizione essenziale
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pagamento della prima o unica rata, con scadenza 31 luglio 2026.
Da quel momento, e solo se il piano viene rispettato fino alla fine:
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il contribuente può chiedere la cancellazione del fermo;
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l’Agente della riscossione procede alla rimozione dal PRA.
In caso di:
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omesso pagamento;
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pagamento insufficiente;
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decadenza dalla definizione agevolata.
? le procedure cautelari riprendono pienamente, senza sconti.
Perché il fermo resta fino al pagamento
La ratio della norma è duplice:
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Evitare adesioni strumentali senza reale intenzione di pagare;
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Tutela dell’erario, soprattutto in caso di beni facilmente trasferibili.
Allo stesso tempo, il sistema premia chi rispetta gli impegni. Con la rottamazione quinquies si pagano solo capitale e spese, restano esclusi:
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sanzioni;
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interessi di mora;
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aggio.
Ed è proprio la cancellazione finale del fermo uno degli incentivi più concreti.
Per chi usa l’auto per lavorare, quindi, il fermo fino al pagamento rappresenta una pressione reale. Dal punto di vista dello Stato, però, è anche l’unico strumento che garantisce l’effettivo recupero in caso di inadempienza. La rottamazione quinquies non è un condono mascherato: è un patto condizionato.
FAQ – Domande frequenti
La rottamazione quinquies sblocca subito l’auto?
No. Il fermo resta fino al pagamento.
Posso circolare dopo la domanda?
No, finché il fermo è iscritto.
Serve pagare tutte le rate per la revoca?
Di norma basta la prima rata, se il piano viene rispettato.
Cosa succede se salto una rata?
Si decade dalla definizione e le procedure ripartono.
Il fermo è una sanzione?
No, è una misura cautelare.
Fonte: InvestireOggi.






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