Appena 20 anni ed è morta dopo un intervento chirurgico all’orecchio. Denise Lo Cascio, è deceduta dopo dodici giorni di ricovero. Quello che doveva essere il periodo dei festeggiamenti per il suo compleanno, caduto il 29 gennaio scorso, si è trasformato in un calvario iniziato al Policlinico di Palermo e terminato tragicamente all’Ismett, dove la ragazza era stata trasferita d’urgenza a causa di un improvviso peggioramento delle sue condizioni di salute.

La corsa in ospedale e il primo intervento

Tutto è iniziato con quella che sembrava una comune infezione all’orecchio. Una volta giunta al pronto soccorso del Policlinico “Paolo Giaccone”, i medici hanno riscontrato i sintomi della sindrome di Gradenigo, una rara e grave complicazione dell’otite che coinvolge i nervi cranici e i muscoli oculari. La situazione ha richiesto un immediato ricovero nel reparto di Otorinolaringoiatria e un successivo intervento chirurgico che inizialmente sembrava aver dato speranza. Nei primi due giorni post-operatori, Denise aveva infatti mostrato segnali di ripresa mentre veniva sottoposta a una massiccia terapia a base di antibiotici e cortisone.

Il dramma dell’epatite fulminante

Nonostante il costante monitoraggio dei parametri vitali, il quadro clinico è precipitato improvvisamente quando le analisi hanno evidenziato valori delle transaminasi estremamente elevati. Il sospetto dei medici è che si sia verificata un’epatite fulminante, forse innescata da una reazione avversa e imprevedibile ai farmaci somministrati per contrastare l’infezione. Il trasferimento nel reparto di Epatologia e poi all’Ismett non è purtroppo bastato a salvarle la vita, lasciando i familiari e l’intera comunità in uno stato di shock.

Il dolore dei familiari e la ricerca di verità

I parenti di Denise, distrutti dal dolore, chiedono ora che venga fatta piena luce sui passaggi che hanno portato al decesso. La magistratura ha già disposto il sequestro della cartella clinica per avviare gli accertamenti necessari a stabilire eventuali responsabilità o confermare la tesi della fatalità avanzata dalla struttura ospedaliera. Nel frattempo, i social sono stati inondati di messaggi di cordoglio per la giovane dipendente di un negozio di abbigliamento, ricordata da amici e colleghi per la sua dolcezza e per quel futuro che le è stato strappato troppo presto.

Il cordoglio della comunità

Anche la confraternita Anime Sante di piazza Ingastone ha voluto esprimere la propria vicinanza alla famiglia con una nota ufficiale, sottolineando come la perdita di una vita così giovane lasci un vuoto incolmabile e invitando tutti alla preghiera. Mentre il quartiere si stringe attorno ai genitori, resta l’attesa per l’esito delle indagini che dovranno chiarire se questa tragedia potesse in qualche modo essere evitata.