Il doppio decesso avvenuto in poco più di due settimane nella casa circondariale di approda a Palazzo Madama. Il senatore del Partito Democratico , vicepresidente del gruppo dem al Senato, Antonio Nicita,  ha presentato un’interrogazione a risposta orale al ministro della Giustizia chiedendo chiarimenti sui due detenuti trovati morti nelle rispettive celle.

 

Secondo quanto riportato da organizzazioni sindacali della polizia penitenziaria, tra le ipotesi al vaglio degli investigatori vi sarebbe quella di un’overdose da sostanze stupefacenti. Circostanza che, se confermata, riaprirebbe il fronte già delicato dell’ingresso e della circolazione di droga negli istituti penitenziari siciliani.

 

L’interrogazione e i numeri nazionali

 

Nel testo depositato al Senato, Nicita richiama il quadro generale del sistema carcerario italiano. I dati segnalati dai sindacati parlano di un incremento costante dei decessi negli ultimi anni: dai 115 casi registrati nel 2016 si sarebbe arrivati a 241 nel 2025, mentre nei primi mesi del 2026 si conterebbero già 22 morti.

 

Un trend che alimenta il confronto politico e che riporta al centro del dibattito il tema del sovraffollamento e della carenza di organico, criticità che in Sicilia risultano particolarmente accentuate.

 

Droga in carcere: sequestri in aumento

 

Altro elemento evidenziato dal parlamentare dem riguarda l’aumento dei sequestri di sostanze stupefacenti all’interno degli istituti penitenziari italiani: circa 65 chilogrammi nell’ultimo anno. Un dato che, secondo le organizzazioni sindacali, segnala la diffusione di nuove droghe sintetiche e modalità di occultamento sempre più sofisticate.

 

Sul punto pesa anche una recente pronuncia della Corte di Cassazione che, in un caso di decesso collegato all’ingresso di droga in carcere, ha riconosciuto una responsabilità per condotta omissiva colposa dell’amministrazione penitenziaria. Un precedente giuridico che rende ancora più stringente la richiesta di chiarimenti rivolta al Ministero.

 

Il fronte siciliano

 

La vicenda di Augusta riaccende i riflettori sulla situazione degli istituti dell’Isola, dove sovraffollamento e scopertura di organico della polizia penitenziaria vengono denunciati da tempo. La struttura siracusana non è nuova a segnalazioni relative a criticità organizzative e carenze strutturali.

 

Nicita chiede al Guardasigilli quali iniziative urgenti intenda adottare per rafforzare i controlli, prevenire l’ingresso di sostanze stupefacenti e garantire condizioni di sicurezza adeguate sia ai detenuti sia al personale.

 

Attesa per la risposta del ministro

 

Ora si attende la calendarizzazione dell’interrogazione e la risposta del ministro Nordio in Aula. Il caso di Augusta potrebbe diventare terreno di scontro politico più ampio sullo stato delle carceri italiane, tema che nelle ultime settimane è tornato con forza al centro dell’agenda parlamentare.

 

Per la Sicilia, intanto, resta l’interrogativo più immediato: cosa non ha funzionato dentro quelle celle e quali correttivi verranno messi in campo per evitare che il bilancio delle morti dietro le sbarre continui ad aggravarsi.