Il conto alla rovescia è già cominciato. Il 22 e 23 marzo si vota per il referendum popolare confermativo sulla giustizia. Con l’avvicinarsi dell’appuntamento alle urne scattano ufficialmente le regole sulla par condicio.

Con la delibera n. 37/26/CONS dell’AGCOM – Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni sono entrate in vigore le norme, che disciplinano il modo in cui televisioni e radio dovranno trattare il tema del referendum durante la campagna informativa.

Le disposizioni fissano criteri precisi per garantire equilibrio e correttezza nell’accesso agli spazi informativi e nei programmi di approfondimento. L’obiettivo è assicurare pari condizioni alle diverse posizioni in campo e tutelare il diritto dei cittadini a un’informazione completa.

Il ruolo del Corecom Sicilia

Il Corecom Sicilia è già al lavoro. L’organismo ha il compito di vigilare affinché le emittenti locali garantiscano spazio e correttezza a tutte le posizioni in campo. L’obiettivo è assicurare ai cittadini un’informazione chiara, equilibrata e completa sul quesito su cui saranno chiamati a votare.

La vigilanza interessa l’intero sistema radiotelevisivo locale. I controlli si concentrano sul rispetto dei tempi di parola e sulla corretta rappresentazione delle diverse posizioni, in coerenza con le regole fissate dall’Autorità nazionale.

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Per agevolare le emittenti nell’applicazione delle disposizioni, il Corecom Sicilia ha aggiornato una guida pratica sulla par condicio, disponibile gratuitamente sul sito istituzionale. Il documento offre indicazioni puntuali su obblighi, divieti e modalità di comunicazione consentite durante il periodo referendario.

Stop alla comunicazione istituzionale

Intanto è già operativo anche il divieto per le pubbliche amministrazioni di fare comunicazione istituzionale, che possa influire sul referendum. Sono ammesse solo comunicazioni strettamente necessarie e in forma neutrale.

La norma mira a evitare che l’attività di comunicazione degli enti pubblici possa incidere sul confronto referendario. Restano consentite esclusivamente le comunicazioni indispensabili per l’assolvimento delle funzioni istituzionali, purché prive di elementi idonei a orientare il voto.

Le attività di controllo proseguiranno fino al voto, per garantire correttezza e trasparenza durante tutta la campagna referendaria.