Il piccolo centro nel Palermitano si è fermato per dare l’ultimo saluto a Ignazio Cortese, il ragazzo di 20 anni che ha perso la vita nell’incidente avvenuto sulla statale 113. Una folla commossa ha dato l’ultimo saluto al giovane nella chiesa madre di Trabia, dove nel pomeriggio sono stati celebrati i funerali. Incredulità, rabbia e dolore negli occhi e nelle parole di coloro che si sono stretti attorno alla famiglia colpita dalla tragedia. Oltre ai genitori e alle due sorelle, presenti tantissimi amici e parenti del giovane, amato e benvoluto da tutti.
Nella notte tra martedì e mercoledì stava tornando a casa, a Trabia, dopo aver festeggiato il Carnevale. Era in macchina con l’amico Vittorio, suo coetaneo. Stavano percorrendo su una Fiat Panda la strada statale 113 quando sono stati fermati dai carabinieri per un controllo, poco prima dello svincolo di Buonfornello.
In base a quanto finora ricostruito, i due ragazzi avevano appena consegnato i propri documenti e i militari si erano allontanati per verificarli, quando un’auto è improvvisamente piombata sulla Panda. L’impatto è stato terribile: l’utilitaria si è accartocciata, i due giovani sono poi stati estratti dalle lamiere dai vigili del fuoco, ma per Ignazio Cortese non c’è stato nulla da fare. Il suo amico è ricoverato ancora in condizioni gravi al Civico di Palermo e tutta Trabia prega per lui.
Un destino beffardo, quello del ventenne, che sognava di arruolarsi nell’Arma: alla guida dell’auto con cui è avvenuto l’incidente, si trovava infatti un carabiniere libero dal servizio di 26 anni. “E’ assurdo morire così a 20 anni – dicono gli amici -. Questa tragedia ha spento tutti i suoi sogni, tutti i suoi progetti. Ci hanno strappato il nostro Ignazio”.
“Mio nipote non beveva, non fumava, era un bravo ragazzo che andava in palestra e pensava alla sua salute – dice la zia -. Non ci crediamo ancora, è una realtà terribile, l’addio a Ignazio è straziante. Un dolore che ci accompagnerà per sempre”.






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