Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 tornerà l’ora legale: alle 2:00 le lancette dovranno essere spostate avanti di un’ora e diventeranno le 3:00. Significa dormire sessanta minuti in meno ma avere più luce la sera già dalla fine di marzo. Un gesto semplice che incide su abitudini quotidiane, ritmi di lavoro e consumi energetici.
Nel 2026 l’appuntamento cade un giorno prima rispetto al 2025. È un dettaglio che non riguarda solo il calendario, ma un meccanismo ciclico che continuerà a modificarsi nei prossimi anni.
Come funziona il cambio del 29 marzo 2026
Il passaggio, come anticipato, è fissato nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026. Alle 2:00 si porteranno le lancette avanti di un’ora. Con l’ora legale farà buio più tardi la sera, mentre al mattino ci sarà meno luce.
Le giornate si allungheranno progressivamente fino al solstizio d’estate, previsto il 21 giugno 2026. L’ora legale resterà in vigore fino all’ultimo weekend di ottobre: nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 si tornerà all’ora solare, spostando le lancette indietro di un’ora.
Dispositivi: cosa cambia davvero
- Smartphone
- Smartwatch
- Computer
- Tablet
- Console
Si aggiorneranno automaticamente.
Diverso il discorso per orologi analogici e dispositivi non connessi: il cambio dovrà essere effettuato manualmente.
Perché la data cambia ogni anno
Il calendario dell’ora legale non è fisso. Negli anni più recenti l’andamento si è spostato gradualmente: nel 2026 l’entrata in vigore anticipa rispetto al 2025 e nei tre anni successivi continuerà ad anticiparsi fino ad arrivare al 25 marzo nel 2029. Dal 2030 il ciclo ripartirà tornando al 31 marzo.
Non è una novità storica ma parte della struttura normativa che disciplina il meccanismo europeo del cambio stagionale.
Origini e dibattito europeo
L’ora legale fu introdotta per ragioni di ottimizzazione energetica e applicata per la prima volta in Germania nel 1916.
Negli ultimi anni il tema è tornato al centro del dibattito europeo. I Paesi del Nord Europa tendono a preferire il mantenimento dell’ora solare tutto l’anno, mentre i Paesi del Sud Europa sono orientati verso l’ora legale.
Nel 2018 la questione è stata oggetto di una consultazione pubblica promossa dalla Commissione europea. Non è stato però raggiunto un accordo definitivo tra gli Stati membri.
Nel 2021 l’Italia ha scelto di non abolire il cambio dell’ora, a differenza di altri Paesi, in particolare del Nord Europa, dove i benefici risultano meno rilevanti.
Quanto si risparmia davvero
L’obiettivo del cambio dell’ora è ridurre il consumo di illuminazione elettrica sfruttando meglio la luce naturale serale.
L’ora legale non aumenta le ore di luce disponibili, ma consente di utilizzare in modo diverso quelle esistenti.
Secondo i dati riportati, in sei anni nel nostro Paese sono stati risparmiati 6 miliardi di kilowattora, equivalenti al fabbisogno annuo medio di circa un milione di famiglie. Il beneficio economico è stato quantificato in quasi 900 milioni di euro.
Esiste però un effetto collaterale: più ore di luce nel tempo libero possono comportare un aumento dei consumi di carburante dovuti agli spostamenti serali dopo il lavoro.
Impatti sulla salute nei primi giorni
Il cambio dell’ora può avere ripercussioni sull’organismo, soprattutto nei primi giorni successivi.
Alcune persone segnalano disturbi legati all’alterazione del ciclo sonno-veglia. Il fenomeno è simile al jet lag, cioè la condizione che si verifica viaggiando tra fusi orari diversi, anche se in questo caso lo scarto è limitato a una sola ora.
I sintomi più comuni:
- Insonnia
- Stanchezza
- Irritabilità
Molte persone non avvertono alcun disturbo, ma una parte della popolazione percepisce un adattamento temporaneo.
FAQ
Quando scatta l’ora legale nel 2026?
Nella notte tra il 28 e il 29 marzo 2026.
Quando tornerà l’ora solare?
Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 2026.
I dispositivi si aggiornano automaticamente?
Sì, se connessi a internet.
Quanto è stato il risparmio energetico?
6 miliardi di kWh in sei anni, per quasi 900 milioni di euro.






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