Le dimissioni di Tullio Urso e la seduta del Consiglio comunale di ieri sera rischiano di trasformarsi in un caso politico e istituzionale. Forza Italia alza il livello dello scontro e attacca frontalmente il presidente del Consiglio comunale Salvatore Coletta e lo stesso Urso, parlando apertamente di violazioni delle norme e di possibili conseguenze sulla validità degli atti adottati dall’aula
L’affondo del coordinatore di Forza Italia
Il coordinatore cittadino degli azzurri, Antonio Orlando, parte da un punto che definisce “giuridicamente chiaro”: le dimissioni di un consigliere comunale producono effetti immediati e non possono essere rimesse in discussione.
Nel documento diffuso dal partito, Forza Italia rivendica una linea di rigore istituzionale. “Siamo e saremo sempre dalla parte della legalità, del rispetto delle leggi e dei regolamenti e della trasparenza amministrativa”, si legge nella nota, che prende di mira in particolare il comportamento del presidente del Consiglio.
La seduta di ieri sera
Il riferimento è alla decisione assunta nel corso della seduta di ieri, quando Coletta – che è anche commissario provinciale di Fratelli d’Italia e stretto collaboratore del parlamentare nazionale Luca Cannata – ha dichiarato inefficaci le dimissioni di Urso per un presunto vizio di forma. Una interpretazione che ha permesso al consigliere, protagonista nei giorni scorsi di uno scontro fisico con un dipendente comunale e dimessosi dopo forti pressioni politiche, di restare in aula e di annunciare la clamorosa marcia indietro.
L’attacco al presidente del Consiglio
Per Forza Italia, però, la questione è molto più grave. “Il presidente del Consiglio – si legge nella nota – ha dato conferma della sua inadeguatezza a svolgere il ruolo, con prepotenza e arroganza, oltre che con violazioni di legge delle quali dovrà rispondere nelle sedi opportune”.
Parole pesanti, che accompagnano un’accusa altrettanto netta: Coletta, secondo gli azzurri, si sarebbe attribuito un potere che non gli spetta, quello di mettere in discussione dimissioni che sarebbero invece pienamente valide.
Orlando parla apertamente di “atto grave” e di possibili responsabilità. Il coordinatore cittadino paventa anche ipotesi di rilievo penale – ieri il consigliere Nino Campisi, di Noi Moderati, ha parlato esplicitamente di omissione in atti d’ufficio – e sostiene che la presenza di Urso in Consiglio potrebbe avere effetti diretti sulla validità delle deliberazioni adottate.
“Urso non poteva partecipare alla seduta”
La tesi degli azzurri è netta: se le dimissioni erano efficaci, Urso non poteva partecipare alla seduta. E se il Consiglio ha deliberato con un componente che non aveva più titolo a sedere tra i banchi dell’aula, ogni atto approvato potrebbe essere esposto al rischio di nullità.
“Il presidente del Consiglio – attacca Orlando – ha convocato e fatto svolgere una seduta irregolare, assumendosi la responsabilità di portare in aula deliberazioni che potrebbero risultare nulle. Il consigliere Urso è un ex consigliere e non può partecipare né al Consiglio comunale né alle commissioni”.
Rischio paralisi amministrativa
Il coordinatore cittadino parla apertamente di uno scenario che rischia di bloccare l’attività amministrativa. “Una palese irregolarità – sostiene – che potrebbe determinare una vera e propria paralisi dell’azione amministrativa del Comune”.
Cosa dice la norma
L’art. 38, comma 8, del Testo Unico Enti Locali (TUEL) stabilisce che le dimissioni di un consigliere comunale devono essere presentate personalmente o tramite delegato con firma autenticata, diventando immediatamente efficaci e irrevocabili dal momento del protocollo. Il consiglio deve provvedere alla surroga entro 10 giorni, e secondo il Ministero dell’Interno, tali dimissioni possono essere trasmesse via PEC se sottoscritte con firma digitale. Se un consigliere comunale partecipa alle sedute nonostante sia stato destituito (o si sia dimesso in modo irrevocabile), la sua presenza è considerata illegittima in quanto priva di titolo.
Ecco il documento
BlogSicilia è entrata in possesso del documento “incriminato” quello legato alle dimissioni contestate
L’offensiva di Forza Italia
È esattamente su questo punto che si concentra l’offensiva politica di Forza Italia. Secondo Orlando, la presenza in aula di Urso rischia di trascinare l’intera vicenda su un terreno ben più delicato, quello della validità delle deliberazioni approvate nella seduta di ieri. Uno scenario che apre ora un fronte politico e istituzionale destinato a far discutere ancora a lungo.







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