Venerdì 13 marzo Catania ospiterà CeVEtna 2026, il convegno tecnico-scientifico dedicato al riutilizzo sostenibile delle ceneri vulcaniche dell’Etna. L’appuntamento, in programma nella sede della Regione Siciliana di via Beato Bernardo, metterà allo stesso tavolo istituzioni, università e ordini professionali per affrontare una delle sfide ambientali più concrete per il territorio etneo: trasformare la cenere da problema ricorrente a risorsa.
Le eruzioni dell’Etna, tra le più spettacolari al mondo, producono spesso grandi quantità di cenere e materiali piroclastici che ricadono su città, strade e aree agricole. I comuni del versante orientale e sud-orientale, insieme alla città metropolitana di Catania, risultano i più esposti a causa della direzione dei venti dominanti. Ogni episodio richiede interventi di raccolta e rimozione per garantire sicurezza stradale e salubrità degli spazi urbani.
Negli ultimi anni la frequenza delle ricadute ha spinto enti locali e Regione Siciliana ad affrontare il tema con un approccio nuovo. La cenere, per lungo tempo classificata come rifiuto, è oggi oggetto di studi che ne valutano il riutilizzo all’interno di diversi cicli produttivi.
Il convegno è organizzato dalla Regione Siciliana – Assessorato Energia e Pubblica Utilità, con il Dipartimento della Transizione Ecologica, in collaborazione con l’Università di Catania.
Tra i promotori figurano l’assessore regionale Francesco Colianni, il dirigente generale Arturo Vallone, l’architetto Bernardo Agrò, dirigente dell’Area economico-finanziaria e programmazione fondi comunitari, e la professoressa Loredana Contraffatto del Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura.
L’iniziativa si svolge con il patrocinio della Presidenza della Regione Siciliana, delle Università di Catania e Palermo e degli ordini professionali di ingegneri, architetti, agronomi e geologi.
Cenere vulcanica, da scarto a risorsa
La cenere vulcanica è uno dei prodotti tipici delle eruzioni esplosive. Si forma dalla frammentazione di rocce e magma e, nelle particelle più fini, può essere trasportata dal vento per molti chilometri, ricadendo su città, strade e terreni agricoli.
Dal punto di vista chimico è composta soprattutto da silice e da ossidi di ferro, alluminio e calcio. Una miscela di minerali che negli ultimi anni ha attirato l’attenzione della ricerca scientifica, aprendo alla possibilità di riutilizzare questo materiale in diversi settori produttivi.
Un contributo importante arriva dagli studi del Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università di Catania, impegnato da tempo nell’analisi delle proprietà e delle possibili applicazioni delle ceneri etnee.
Sul piano normativo un passaggio chiave è il Decreto Attuativo della Regione Siciliana n. 8/GAB del 22 febbraio 2024, che definisce le linee guida per la raccolta, la gestione e il riutilizzo delle ceneri vulcaniche, in applicazione del Decreto-Legge n. 77 del 31 maggio 2021. Il provvedimento apre alla possibilità di riutilizzare il materiale raccolto, nel rispetto di specifiche condizioni tecniche.
La norma si inserisce nel quadro delle politiche europee del Green Deal, che promuovono economia circolare, riduzione dell’inquinamento e uso più efficiente delle risorse.
Le ricerche degli ultimi anni indicano diversi possibili impieghi della cenere etnea. In agricoltura può migliorare la struttura del suolo e favorire il drenaggio grazie alla presenza di minerali. In edilizia le frazioni più fini possono essere utilizzate come inerti per malte e calcestruzzi, mentre quelle più grossolane consentono la produzione di malte leggere con buone proprietà isolanti.
Il materiale trova spazio anche nella produzione di ceramiche e nell’industria del cemento come componente pozzolanica. Altri studi ne valutano l’utilizzo negli asfalti, nei sottofondi stradali e nei sistemi di depurazione per la rimozione di sostanze inquinanti.
Tra i progetti più rilevanti figura REUCET – Recupero e Utilizzo delle Ceneri vulcaniche Etnee, finanziato dal Ministero dell’Ambiente nel triennio 2018-2020. Il programma ha coinvolto gruppi di ricerca dell’Università di Catania e ha contribuito a delineare un modello di filiera sostenibile per la gestione delle ceneri.
Trasformare la cenere da rifiuto a risorsa è oggi una delle sfide più concrete per il territorio etneo. Ed è proprio questo il tema al centro del convegno CeVEtna, che riunisce istituzioni, tecnici e mondo accademico per discutere soluzioni pratiche e sostenibili per la gestione di un fenomeno sempre più frequente.
Per maggiori informazioni consulta il programma di CeVEtna 2026.






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