Volevano ottocento euro. Non suoi, del fratello. Ma per loro era lo stesso: se il debito esiste in famiglia, paga chi si trova a portata di mano.
La vicenda
È questa la logica brutale che ha trasformato un pomeriggio ordinario di un quarantaduenne di Priolo Gargallo in un incubo. Tre uomini lo fermano, lo costringono a salire in macchina, lo riportano a casa sua sotto minaccia. Il messaggio è chiaro: paga, o ci sono conseguenze. Il debito, presunte forniture di droga, è quello di suo fratello. La vittima non c’entra nulla. Ma non importa.
La trappola
Gli investigatori del Commissariato di Priolo Gargallo, coordinati dalla Procura della Repubblica seguivano la vicenda da giorni. Telecamere di sorveglianza, pedinamenti, appostamenti. Quando i tre si fanno vivi di nuovo, stavolta annunciando per telefono l’arrivo imminente a casa della vittima, la trappola è già pronta.
Chi sono gli arrestati
Due di loro scendono dall’auto con un paio di grosse forbici in mano. Gli agenti intervengono immediatamente e li arrestano. Due in flagranza per tentata estorsione: sono i siracusani Mirko Zagarella, 41 anni, difeso dall’avvocato Junio Celesti, e Sebastiano Valentino Violante, 42 anni, assistito dall’avvocato Matilde Lipari, il terzo, un quarantunenne originario di Monza, da diversi anni residente a Siracusa, è stato arrestato successivamente. Il giudice ha convalidato gli arresti e disposto i domiciliari con braccialetto elettronico per i due siracusani, per l’altro l’interrogatorio avverrà nelle prossime ore.






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