L’inverno torna a farsi sentire proprio mentre molti avevano già archiviato cappotti e sciarpe: tra il 17 e il 20 marzo è atteso un deciso calo delle temperature con neve fino a 600-1000 metri sugli Appennini e rischio gelate nelle aree interne. L’impatto è immediato: chi aveva già effettuato il cambio di stagione dovrà rivedere le proprie abitudini, mentre l’agricoltura torna sotto pressione.
A descrivere lo scenario è Lorenzo Tedici, meteorologo del sito IlMeteo.it: “Sembrava fatta per l’arrivo definitivo della bella stagione, ma l’inverno ha deciso di servire il suo più classico colpo di coda. Chi aveva già fatto il cambio di stagione dovrà fare rapidamente marcia indietro: ci apprestiamo a vivere un mezzo ribaltone atmosferico, caratterizzato da un calo delle temperature e dal ritorno della neve anche sugli Appennini centro meridionali”.
Ciclone tra Libia e Sicilia: cosa succede al Sud
La fase di maltempo nasce da una configurazione ben definita: un ciclone attivo tra Libia e Sicilia, accompagnato da aria più fredda in arrivo dai Balcani.
Secondo Tedici: “La scena meteorologica sarà dominata dall’azione di un ciclone tra Libia e Sicilia e dalla contemporanea irruzione di aria più fredda dai Balcani. Fino alla sera di martedì 17, il vortice siciliano-libico manterrà condizioni di spiccata instabilità sulle regioni meridionali, con precipitazioni diffuse e di forte intensità, specialmente tra Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia”.
In queste aree sono attese piogge persistenti e localmente intense. I fenomeni potranno assumere carattere temporalesco, con accumuli significativi soprattutto lungo i versanti ionici e tirrenici meridionali.
Freddo dai Balcani: calo termico su tutta Italia
Mentre il Sud affronta il maltempo ciclonico, il resto del Paese sperimenta un cambiamento diverso ma altrettanto evidente: l’arrivo di correnti orientali più fredde.
Tedici precisa: “Mentre il Sud farà i conti con il maltempo ciclonico, il resto d’Italia verrà raggiunto da correnti più fredde orientali. L’ingresso dell’aria frizzante dai Balcani determinerà una flessione termica generalizzata, che si farà sentire in modo particolarmente pungente nelle ore notturne al Nord”.
Il calo termico sarà percepibile soprattutto durante la notte e al primo mattino. Le temperature minime potranno scendere rapidamente, creando condizioni favorevoli a fenomeni tipicamente invernali.
Rischio gelate: impatto diretto sull’agricoltura
Uno degli aspetti più delicati riguarda le gelate tardive. Non si tratta di un dettaglio tecnico, ma di un rischio concreto per colture già in fase vegetativa.
“Attenzione alle campagne: nelle vallate più fredde e nelle zone montuose, il forte irraggiamento notturno (cieli sereni) unito all’afflusso di aria continentale favorirà il pericoloso ritorno di gelate tardive”.
Il fenomeno è favorito da cieli sereni e aria fredda secca. Le temperature possono scendere sotto lo zero proprio quando le piante sono più vulnerabili, con possibili danni a vigneti, frutteti e coltivazioni primaverili.
Neve sull’Appennino: quote da pieno inverno
Il momento più intenso della fase fredda è atteso tra mercoledì e giovedì.
“L’apice di questa fase più fredda si raggiungerà tra mercoledì e giovedì quando tornerà la neve sull’Appennino (anche al Sud) fino a 900-1000 metri, una quota assolutamente da pieno inverno”.
In alcune zone, soprattutto tra Abruzzo e Molise, la quota neve potrà scendere ulteriormente: “I fenomeni saranno particolarmente intensi su Abruzzo e Molise, dove i fiocchi bianchi si spingeranno fin verso i 600-700 metri di altitudine”.
Nord Italia: stabile ma con aria fredda
La situazione al Nord resta più tranquilla dal punto di vista delle precipitazioni, ma non priva di effetti.
“Di contro, il Nord Italia rimarrà inserito in un contesto asciutto e stabile, beneficiando di un’atmosfera limpida e tersa grazie alla ventilazione orientale, con la sola eccezione di qualche nevicata da stau (addossamento delle nubi) sulle Alpi occidentali e sull’Appennino emiliano mercoledì”.
L’aria sarà più pulita e visibile, ma anche più fredda. Le escursioni termiche tra giorno e notte saranno marcate.
Verso il secondo giorno di primavera: nuovo peggioramento
La fase non si chiude con il ritorno della neve. Un nuovo cambiamento è già previsto.
“…e di un probabile peggioramento atteso per il secondo giorno di Primavera al Nord-Ovest”.
Questo indica che la stabilità del Nord potrebbe essere temporanea, con un possibile nuovo peggioramento subito dopo l’inizio ufficiale della primavera.






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