L’olio dei Monti Iblei arriva in Lettonia, mentre il vino biologico dell’entroterra nisseno conquista la Lituania. Sono i primi risultati concreti di Sicilia Wine 2026, evento dedicato all’internazionalizzazione del settore agroalimentare siciliano che ha già prodotto accordi commerciali tra imprese locali e buyer esteri.

La manifestazione, organizzata da Sicindustria nell’ambito della rete Enterprise Europe Network, insieme al Comune di Chiusa Sclafani e ai partner internazionali del Sector Group Agrifood, ha trasformato per tre giorni il Monastero dei Padri Olivetani in un hub strategico per incontri B2B tra aziende siciliane e operatori internazionali.

Export agroalimentare siciliano: vino protagonista, cresce anche l’olio

Al centro dell’evento resta il vino siciliano, vero ambasciatore del territorio nel mondo. Le etichette provenienti da Palermo, Trapani, Agrigento, Messina e dall’Etna hanno attirato l’interesse dei buyer grazie alla qualità, ai vitigni autoctoni e alla forte identità territoriale.

Dai bianchi freschi e minerali ai rossi strutturati, fino ai vini vulcanici dell’Etna, il comparto vitivinicolo si conferma trainante per l’export siciliano. Ma l’edizione 2026 ha segnato anche un ampliamento dell’offerta, con l’ingresso di produzioni come olio extravergine e farine, rafforzando il ruolo della manifestazione come vetrina integrata del Made in Sicily.

Numeri e risultati: 50 imprese, 15 buyer internazionali, 400 incontri

I dati confermano il peso economico dell’iniziativa:

  • circa 50 imprese siciliane coinvolte
  • 15 buyer internazionali provenienti da Europa, Sud America e India
  • oltre 400 incontri B2B organizzati

Tra i Paesi rappresentati: Argentina, Brasile, Cile, Danimarca, Francia, Germania, India, Lettonia, Polonia, Romania, Slovacchia e Svizzera.

Un sistema che ha già generato contatti concreti e le prime intese commerciali, dimostrando come anche le produzioni di nicchia possano competere sui mercati globali.

PMI siciliane e mercati esteri: la strategia

“Sicilia Wine 2026 conferma che le imprese siciliane sono pronte a cogliere le opportunità dei nuovi scenari internazionali”, ha dichiarato Luigi Rizzolo, presidente di Sicindustria/EEN.

L’obiettivo è chiaro: sostenere le piccole e medie imprese agroalimentari, spesso eccellenze di qualità ma con difficoltà di accesso ai grandi circuiti fieristici. In un contesto globale in evoluzione – tra apertura verso Mercosur e India e incertezze su mercati tradizionali – diventa strategico diversificare e rafforzare la presenza del Made in Sicily all’estero.

Sostenibilità e inclusione: focus su “Grapes of Change”

Accanto al business, spazio anche ai temi chiave del settore: qualità, sostenibilità e inclusione sociale. In questo quadro si inserisce il progetto europeo “Grapes of Change”, dedicato alla parità di genere nel comparto vitivinicolo, con produttori e buyer che hanno sottoscritto un manifesto di impegno concreto.

Sicilia Wine 2026 si conferma così non solo come evento di promozione, ma come piattaforma operativa capace di trasformare relazioni in risultati economici, portando il vino e l’agroalimentare siciliano sempre più al centro delle rotte internazionali.