Oggi, 31 marzo 2026, è l’ultimo giorno utile per sottoscrivere la polizza obbligatoria contro le calamità naturali per migliaia di imprese italiane. La scadenza riguarda in particolare attività del turismo, ristorazione, pesca e acquacoltura, che devono adeguarsi entro la giornata per non perdere accesso a contributi pubblici e coperture economiche in caso di disastri.

L’obbligo nasce con la Legge di Bilancio 2024 e si inserisce in un sistema più ampio di gestione del rischio climatico, sempre più centrale per il tessuto produttivo italiano.

Chi deve adeguarsi oggi: tutte le attività coinvolte

La scadenza del 31 marzo non è generalizzata, ma riguarda categorie precise.

Sono coinvolte:

  • ristoranti, bar, pizzerie, gelaterie e pasticcerie;
  • alberghi, B&B, campeggi, villaggi turistici, agriturismi;
  • stabilimenti balneari e locali notturni;
  • imprese della pesca e acquacoltura.

Si tratta soprattutto di micro e piccole imprese, cioè:

  • meno di 10 dipendenti e fatturato fino a 2 milioni;
  • oppure meno di 50 addetti e ricavi fino a 10 milioni.

Le aziende più grandi erano già obbligate nei mesi precedenti e oggi risultano già fuori termine se non adeguate.

Cosa copre la polizza e cosa resta escluso

L’assicurazione riguarda eventi naturali gravi:

  • terremoti;
  • alluvioni;
  • frane;
  • inondazioni ed esondazioni.

Non rientrano automaticamente:

  • grandine;
  • trombe d’aria;
  • bombe d’acqua.

Per questi fenomeni servono coperture aggiuntive.

Attenzione anche alle esclusioni tecniche:

  • frane lente non sono coperte;
  • mareggiate, valanghe e slavine escluse;
  • immobili abusivi non assicurabili.

Quanto costa davvero assicurarsi

I costi variano, ma restano accessibili rispetto ai rischi.

Secondo simulazioni di Facile.it con Italfinance e Finital:

Ristorante tipo

  • Milano: da 272 euro annui;
  • Palermo: 628 euro;

Roma: 776 euro.

Hotel

  • Milano: da 556 euro;
  • Roma: 835 euro;
  • Palermo: 2.111 euro.

Le differenze dipendono da fattori concreti:

  • rischio territoriale;
  • valore degli immobili;
  • tipologia di attività;
  • caratteristiche costruttive;
  • posizione dei locali

Cosa succede se non ti assicuri

Non sono previste multe dirette. Ma le conseguenze sono pesanti.

Chi non si adegua:

  • perde accesso a contributi e incentivi pubblici;
  • non può ottenere sostegni in caso di calamità;
  • deve coprire i danni con risorse proprie.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha già chiarito che molte agevolazioni saranno precluse alle aziende non assicurate.

Impatto su credito e responsabilità aziendale

Nel 2026 la polizza è diventata anche un parametro finanziario.

Banche e intermediari:

  • valutano la presenza della copertura;
  • la considerano nei finanziamenti.

Inoltre, l’assenza della polizza può avere implicazioni gestionali:

  • possibile responsabilità degli amministratori;
  • mancato rispetto dei doveri organizzativi.

Il vantaggio concreto per chi è assicurato

La polizza non è solo un obbligo.

Con la Legge 40/2025, le imprese assicurate possono ottenere:

  • anticipo fino al 30% del danno stimato;
  • pagamento basato su perizia tecnica;
  • liquidità immediata senza attendere la chiusura pratica.

Questo cambia radicalmente la gestione delle emergenze.