I lavoratori usuranti che maturano i requisiti tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027 devono presentare domanda all’INPS entro il 1° maggio 2026, con il modulo AP45 in via telematica. In caso di ritardo: slittamento di 1 mese se il ritardo è ≤1 mese; 2 mesi se tra 1 e 3 mesi; 3 mesi se ≥3 mesi. Per i dipendenti: quota 97,6 (61 anni e 7 mesi + 35 anni di contributi). Per gli autonomi: quota 98,6 (62 anni e 7 mesi + 35 anni di contributi).
Pensioni usuranti 2027: domanda INPS entro il 1° maggio 2026, tutto quello che devi sapere
Chi lavora in miniera, in fonderia, su un autobus di linea o in catena di montaggio ha una data da segnare sul calendario: il 1° maggio 2026. Entro quella scadenza, i lavoratori che svolgono attività usuranti e puntano ad andare in pensione anticipata nel 2027 devono presentare la domanda di riconoscimento all’INPS.
Il messaggio INPS n. 1188 del 2 aprile 2026, alla luce delle modifiche introdotte dalla legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025), definisce tempi e modalità per il riconoscimento dei lavori usuranti ai fini dell’accesso anticipato alla pensione per chi matura i requisiti nel 2027. Mancano meno di quattro settimane. Il tempo stringe.
Chi sono i lavoratori usuranti: le categorie ammesse
Non tutte le occupazioni pesanti rientrano nell’elenco previsto dalla legge. La normativa di riferimento, il D. Lgs. 67/2011, individua quattro macro-categorie di mansioni con diritto all’accesso anticipato.
La prima riguarda i contesti ambientali estremi: lavori svolti con carattere di prevalenza in galleria, cava o miniera, attività dei palombari e sommozzatori, compiti eseguiti in cassoni ad aria compressa o ad alte temperature — tipici delle fonderie e della lavorazione del vetro cavo a mano o a soffio. Sono inclusi anche gli interventi in spazi ristretti come pozzi, cisterne e intercapedini, e le attività di asportazione dell’amianto. La seconda categoria copre chi lavora in catena di montaggio, vale a dire gli addetti alla cosiddetta “linea catena” nei processi produttivi industriali.
La terza riguarda i trasporti: conducenti di veicoli, di capienza complessiva non inferiore a nove posti, adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo. Bus urbani, pullman di linea, mezzi del trasporto pubblico locale.
La quarta categoria comprende i lavoratori notturni, ma con distinzioni che incidono direttamente sui requisiti richiesti e che vale la pena esaminare con attenzione.
Un elemento che la normativa tiene fermo indipendentemente dalla categoria: per accedere alla pensione anticipata con requisiti agevolati, è necessario che il lavoratore abbia svolto l’attività usurante per un periodo minimo di 7 anni negli ultimi 10 di servizio, oppure per almeno metà della sua intera vita lavorativa.
Il sistema delle quote: i numeri che contano
L’accesso alla pensione usuranti non segue l’età standard dei 67 anni prevista per la vecchiaia ordinaria. Funziona attraverso un meccanismo a quota, che somma anni di contributi e anni di età.
Per i lavoratori dipendenti la quota è 97,6: servono almeno 61 anni e 7 mesi di età e almeno 35 anni di contributi. Per gli autonomi la quota sale a 98,6: 62 anni e 7 mesi di età, sempre con 35 anni di contributi minimi.
Un esempio concreto: un lavoratore dipendente con 36 anni di contributi può andare in pensione a 61 anni e 7 mesi (61,7 + 36 = 97,7, superiore a quota 97,6). Per i lavoratori notturni il quadro si complica. Chi lavora di notte per almeno 78 giorni all’anno applica le stesse soglie dei dipendenti ordinari (quota 97,6) o degli autonomi (98,6). Chi invece presta attività notturna tra 72 e 77 giorni l’anno vede i requisiti salire: quota 98,6 per i dipendenti, 99,6 per gli autonomi. E per chi lavora di notte tra 64 e 71 giorni: quota 99,6 per i dipendenti (63 anni e 7 mesi), 100,6 per gli autonomi (64 anni e 7 mesi).
La variabile dei giorni di lavoro notturno non è un dettaglio: può spostare di due anni l’età minima di pensionamento.
La novità della Legge di Bilancio 2026: niente aumenti fino al 2028
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una modifica che non va sottovalutata. I requisiti pensionistici per lavori usuranti non aumentano fino al 31 dicembre 2028; restano validi gli adeguamenti fissati nel 2013 e nel 2016. In termini pratici: per chi rientra nelle categorie usuranti, lo scatto legato alla speranza di vita – che per la generalità dei lavoratori è entrato in vigore dal 2025 – non si applica almeno fino a fine 2028. Questo significa che è possibile pianificare l’uscita con certezza sui numeri, senza rischiare di dover rincorrere soglie che si alzano di anno in anno.
Come presentare la domanda e cosa allegare
La procedura è esclusivamente telematica. Occorre presentare domanda di certificazione dei requisiti all’INPS entro il 1° maggio dell’anno precedente a quello in cui verranno perfezionati i requisiti. Per chi matura i requisiti nel 2027, la scadenza è il 1° maggio 2026.
Alla domanda va allegato il modulo AP45. La documentazione di riferimento è quella prevista dalla tabella A del D.M. 20 settembre 2011, aggiornata dal D.M. 20 settembre 2017.
Su questo punto l’INPS è esplicito: la prova dello svolgimento di attività usuranti deve basarsi su documentazione “coeva”. Non sono sufficienti dichiarazioni rilasciate successivamente dal datore di lavoro; sono rilevanti comunicazioni obbligatorie, contratti, turnazioni e atti aziendali; è ammessa documentazione integrativa purché probante. Tradotto: non basta che il datore di lavoro firmi oggi un’attestazione su attività svolte vent’anni fa. Servono documenti prodotti nel momento in cui il lavoro era in corso.
Cosa succede se si presenta la domanda in ritardo
Il mancato rispetto della scadenza del 1° maggio non fa perdere il diritto alla pensione, ma fa slittare la data di decorrenza. La pensione viene differita di un mese se il ritardo nella presentazione è inferiore o pari a un mese; di due mesi se superiore a un mese ma inferiore a tre; di tre mesi se pari o superiore a tre mesi. Per il personale della scuola e dell’AFAM la disciplina è diversa: non opera il differimento mensile ordinario, ma la decorrenza non può essere anteriore al 1° settembre o al 1° novembre dell’anno successivo a quello di maturazione dei requisiti.
Un elemento da tenere presente: alla pensione di anzianità per lavoro usurante non si applica il sistema delle finestre. La decorrenza scatta dal mese successivo alla maturazione di tutti i requisiti, a condizione che la domanda sia stata presentata e il rapporto di lavoro sia cessato.
Cosa succede dopo la domanda: due passaggi distinti
Dopo l’istruttoria, l’INPS può accogliere la richiesta indicando la prima decorrenza utile, riconoscere i requisiti ma rinviare l’uscita per limiti di copertura finanziaria, oppure respingere l’istanza. Per chi presenta domanda entro il 1° maggio 2026 e matura i requisiti nel corso del 2027, l’accoglimento arriva con riserva: l’efficacia del provvedimento è subordinata all’accertamento dell’effettivo perfezionamento dei requisiti entro il 31 dicembre 2027. C’è poi un secondo passaggio che molti trascurano. Una volta ottenuto il riconoscimento del diritto, l’accesso effettivo al trattamento pensionistico richiede la successiva presentazione della domanda di pensione vera e propria, la cui approvazione è legata alla permanenza di tutte le condizioni di legge al momento del pensionamento. In sintesi: il riconoscimento del beneficio è il primo passo, non l’ultimo. Senza la domanda di pensionamento successiva, la prestazione non viene liquidata.






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