La nota congiunta arriva come una risposta secca al vociare delle ultime ore. Mentre sul futuro della raffineria Isab di Priolo  si moltiplicavano indiscrezioni su presunte cordate straniere pronte a inserirsi nella partita, GOI Energy e Ludoil Energy S.p.A. hanno scelto di parlare chiaro: l’accordo c’è, è vincolante, e la firma dei contratti definitivi è attesa nei prossimi giorni. Una presa di posizione che suona come una porta chiusa in faccia a eventuali concorrenti dell’ultimo minuto — compreso il grande fondo d’investimento americano con Pertamina

Il comunicato: parole pesate una ad una

La nota congiunta, datata 23 aprile e firmata da Limassol e Milano, le rispettive sedi operative delle due società, non lascia spazio a interpretazioni. “Tra GOI Energy e Ludoil Energy S.p.A. è in essere un contratto di opzione in esclusiva, che disciplina in via vincolante il trasferimento delle partecipazioni in ISAB S.r.l. in favore di Ludoil Energy S.p.A., con acquisizione da parte di quest’ultima di una quota di controllo”.

Non una trattativa. Non una due diligence ancora aperta. Un contratto già firmato, con clausola di esclusiva, che rende di fatto irricevibile qualsiasi offerta alternativa. Le parti, si legge, “stanno procedendo alla finalizzazione dei contratti di compravendita, la cui sottoscrizione è prevista nei prossimi giorni”.

Tempi stretti, tono fermo. Il comunicato si chiude con una formula che vale come sigillo: “Quanto precede costituisce l’unica posizione ufficiale di GOI Energy e Ludoil Energy S.p.A. in merito all’operazione”.

Chi è Ludoil e perché era già dentro

Ludoil Energy S.p.A. è la società della famiglia Ammaturo, gruppo campano con radici solide nel settore petrolifero. Non è un nome nuovo per Priolo: tra Ludoil e Isab esisteva già un contratto operativo di caricazione e vendita di prodotti petroliferi, un legame concreto fatto di numeri reali e operatività quotidiana. Un piede dentro, insomma, prima ancora che la trattativa diventasse pubblica.

A vendere è Goi Energy, società cipriota guidata dall’israeliano Michael Bobrov, che nel 2023 aveva rilevato la raffineria dai russi di Lukoil in un passaggio già di per sé tormentato. Dietro Goi Energy c’è il fondo di private equity Argus New Energy Fund, anch’esso con base a Cipro. Una catena societaria articolata per un asset che sul piano industriale è tutt’altro che ordinario.

Un asset che vale una partita nazionale

Isab non è una raffineria qualunque. È il primo serbatoio nazionale di benzina e diesel — con una quota che sfiora il 20% dell’intera capacità di raffinazione del Paese, e uno dei pilastri del Petrolchimico siracusano, tra i più grandi complessi industriali d’Europa. Una forza lavoro diretta e indiretta che si misura in migliaia di famiglie. Un asset, come recita la stessa nota congiunta, “di primaria rilevanza per la sicurezza energetica del Paese”.

Il 2024 si era chiuso con una perdita di 333 milioni di euro: un dato pesante, che non ha però scoraggiato i pretendenti. Chi guarda a Isab sa di comprare un problema ma anche un pezzo decisivo dell’infrastruttura energetica nazionale.

Il piano: biocarburanti e futuro green

Nel comunicato non mancano le indicazioni sul futuro industriale. Goi Energy e Ludoil confermano “l’impegno condiviso a garantire la continuità industriale e occupazionale della Raffineria di Priolo Gargallo» e annunciano «il suo successivo sviluppo orientato alla produzione di biocarburanti avanzati, tra cui HVO e Sustainable Aviation Fuel (SAF)”. HVO — idrotrattato di oli vegetali — e SAF, il carburante sostenibile per l’aviazione: sono le due frontiere su cui si gioca la transizione energetica del comparto della raffinazione. Una scommessa industriale ambiziosa, che richiederà investimenti significativi ma che punta a riposizionare Priolo nel mercato europeo del futuro.

La mossa americana arriva tardi

Nelle redazioni era rimbalzata l’arrivo di una Letter of Intent formale da parte di un grande fondo americano specializzato in infrastrutture ed energia, affiancato con ogni probabilità da Pertamina, il colosso statale indonesiano. Un’offerta per il 100% di Isab, con un piano di lungo periodo e ambizioni globali.

Su quest’ultimo punto vale una precisazione: mentre il fondo americano puntava all’intera proprietà, la nota congiunta di ieri parla esplicitamente di “quota di controllo” in favore di Ludoil non del 100% della società. Una distinzione che potrebbe avere rilievo nei passaggi successivi, incluso l’iter autorizzativo.

Ma una Letter of Intent, per quanto formale e autorevole, non vale un contratto di opzione in esclusiva già sottoscritto.  Ora la parola passa alle autorità. L’iter autorizzativo previsto dalle norme vigenti è il passaggio obbligato prima che il cambio di proprietà diventi definitivo. A Priolo si lavora, i turni si susseguono. E si aspetta, come sempre, che qualcuno firmi il futuro.