Le truffe alle assicurazioni a Palermo. Sono cinque che rischiano l’arresto. L’accusa è di avere costituito un’associazione a delinquere per truffare le compagnie di assicurazioni con finti incidenti stradali. Fra le cinque persone che la procura di Palermo chiede di arrestare (tre in carcere, due ai domiciliari) ci sono tre familiari che gestiscono un’agenzia di disbrigo pratiche e un medico.
Il carcere viene chiesto per Fabio e Nicola Graziano (Il primo è il titolare dell’agenzia mentre il padre è operatore socio sanitario a Villa Sofia) e per il medico del pronto soccorso dell’ospedale palermitano Giuseppe Dinatale. Richiesta di arresti domiciliari invece per Alessandro Giuseppe Graziano e Giovan Battista Cusimano, considerato un faccendiere dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria.
Il giudice per le indagini preliminari ha fissato gli interrogatori preventivi. La Procura contesta anche i reati di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona. Gli indennizzi non dovuti ammonterebbero a 110.000 mila euro.
Il modus operandi prevedeva la ripetizione di esami radiografici fornendo false generalità. Persone con traumi e lesioni fisiche reali si presentavano in ospedale con documenti d’identità di altre persone che dichiaravano di essere rimasti vittime di finti incidenti stradali.
Dopo pochi minuti di attesa, con una rapidità fuori dagli standard, venivano eseguite le radiografie. Sono centinaia gli accertamenti oggetto di attenzione investigativa.






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