La Italo Belga è tornata in corsa e che ciò sarebbe avvenuto lo sapevano tutti La decisione del Cga era attesa proprio per questo, ben sapendo che la posizione della giustizia amministrativa d’appello avrebbe trovato una via per rimettere in pista non tanto la società che gestisce la spiaggia da 116 anni quanto una regolamentazione che, allo stato dell’arte, rischia di saltare del tutto almeno per il 2026.

La precisazione di Schifani

Ma la scelta del Cga, per quanto ovvia, non poteva che finire al centro di un fuoco di fila di attacchi. L’unico strumento per tentare di piegare le scelte amministrative, infatti, resta le pressione della piazza populista che a Palermo ha sempre trovato terreno fertile.

Per questo oggi il presidente della Regione si trova costretto a precisare quel che già ieri era ovvio. “Le riflessioni che ho espresso sulle modalità con cui è stato richiesto il riesame del provvedimento del presidente del Cga relativo alla società Italo-Belga non incidono in alcun modo sul mio rapporto di fiducia con l’Avvocatura dello Stato. Si tratta, infatti, di considerazioni che lasciano del tutto intatta la stima nei confronti di un organismo che ha sempre tutelato con autorevolezza, competenza e rigore gli interessi della Regione” dichiara il governatore, Renato Schifani.

Negare l’innegabile

Alla base della considerazione, c’era, infatti, una vicenda del tutto giuridica. E’ innegabile l’irritualità della scelta: “È un intervento irrituale, non c’è stato alcun coordinamento tra la Regione e l’Avvocatura dello Stato” aveva detto ieri. E questo è un fatto.

“L’unico rimedio percorribile è costituirsi in giudizio e chiedere una anticipazione dell’udienza collegiale del 14 maggio. Non voglio che questa iniziativa possa apparire come uno scontro tra due persone, cosa che non appartiene alla mia cultura e alla Regione” aveva concluso chiarendo già in prima analisi il suo pensiero.

Ma l’opposizione aveva letto in questo passaggio la conferma delle voci secondo cui fra presidente e assessore (Savarino)  ci fosse divergenza di vedute sulla strategia per Mondello e dunque sui bandi per assegnare 13 lotti.