La vicenda della spiaggia di Mondello e della concessione alla Italo-Belga apre un nuovo fronte, questa volta interno al percorso difensivo della Regione siciliana. Il presidente Renato Schifani ha definito “irrituale” l’intervento dell’Avvocatura dello Stato che, per conto dell’assessorato regionale al Territorio, ha chiesto la revoca della misura cautelare del Consiglio di giustizia amministrativa. Si tratta del provvedimento che ha sospeso gli effetti della decadenza della concessione del litorale demaniale in capo alla società Italo-Belga e, di conseguenza, ha portato allo stop dei bandi brevi predisposti dalla Regione per l’assegnazione dei lotti della spiaggia di Mondello.
Schifani, “non c’è stato alcun coordinamento”
“È un intervento irrituale, non c’è stato alcun coordinamento tra la Regione e l’Avvocatura dello Stato”, ha detto Schifani parlando con i cronisti. Il governatore ha annunciato di avere chiesto all’avvocato generale della Regione di organizzare una riunione con l’Avvocatura dello Stato “per fare in modo che sulle sinergie processuali ci sia un coordinamento”. Parole che segnano una presa di distanza netta rispetto all’iniziativa assunta nelle ultime ore e che confermano la delicatezza politica e amministrativa di una vicenda destinata a incidere sull’avvio della stagione balneare a Mondello.
“Mi sarei atteso la richiesta di anticipazione dell’udienza”
Secondo Schifani, la strada tecnicamente più lineare non sarebbe stata quella della richiesta di revoca della misura cautelare, ma l’anticipazione dell’udienza collegiale già fissata per il 14 maggio. “In questi casi mi sarei atteso da parte dell’Avvocatura una richiesta di anticipazione dell’udienza”, ha aggiunto il presidente della Regione. “Nel momento in cui c’è un provvedimento unilaterale del presidente del Cga se ne prende atto e l’unico rimedio tecnicamente percorribile è chiedere una anticipazione dell’udienza collegiale che era già stata fissata al 14 maggio”.
La cautelare del Cga e lo stop ai bandi
Il contenzioso ruota attorno alla concessione del litorale di Mondello, dopo il provvedimento di decadenza adottato dalla Regione nei confronti della Italo-Belga. La società ha impugnato gli atti e, dopo un primo passaggio davanti al Tar, il Consiglio di giustizia amministrativa ha accolto il ricorso in appello, sospendendo la decadenza della concessione fino alla trattazione collegiale del 14 maggio. A cascata, l’assessorato regionale al Territorio ha sospeso le procedure di gara per i 13 mini lotti in cui era stata suddivisa la spiaggia. Sul bando per i 13 lotti, a due giorni dalla scadenza, risultavano comunque presentate 5 domande di partecipazione. Una scelta, quella della sospensione, adottata in autotutela, nel tentativo di evitare ulteriori complicazioni giudiziarie in una fase già segnata da ricorsi incrociati.
“Non voglio che appaia come uno scontro tra persone”
Schifani ha voluto anche allontanare l’idea che la vicenda possa essere letta come uno scontro personale o istituzionale. “Sono rimasto colpito perché non c’è stato alcun coordinamento”, ha detto ancora il governatore. “Non voglio che questa iniziativa possa apparire come uno scontro diretto tra due persone, cosa che non appartiene alla mia cultura e alla Regione”. Il presidente della Regione prova così a riportare il caso su un piano tecnico e istituzionale, chiedendo un raccordo più stretto tra gli uffici legali coinvolti.
Mondello resta in attesa del 14 maggio
Resta quindi centrale la data del 14 maggio, quando il Cga dovrà affrontare collegialmente il nodo della sospensiva e della concessione. Fino ad allora, la gestione della spiaggia di Mondello resta sospesa tra decisioni amministrative, ricorsi giudiziari e tempi ormai strettissimi per l’avvio ordinato della stagione estiva. La Regione, da un lato, conferma la volontà politica di procedere con il rinnovamento delle concessioni e con l’assegnazione dei lotti. Dall’altro, il contenzioso con Italo-Belga continua a condizionare ogni passaggio operativo. Il nuovo intervento di Schifani aggiunge un ulteriore elemento alla vicenda: non più soltanto il confronto tra amministrazione regionale e concessionario storico, ma anche la necessità di una linea difensiva coordinata tra Regione e Avvocatura dello Stato.






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