Una voragine si apre nel lungomare di Trapani e inghiotte il mezzo della nettezza urbana. Lungo il viale delle Sirene, una delle passeggiate più suggestive e frequentate della città, il manto stradale ha improvvisamente ceduto sotto il peso di una spazzatrice impegnata nel consueto servizio di pulizia.
Secondo le prime ricostruzioni dell’accaduto, il cedimento si è verificato in pochissimi istanti. L’operatore alla guida del veicolo si è ritrovato sospeso nel vuoto mentre la parte posteriore del mezzo veniva letteralmente inghiottita dall’asfalto. Fortunatamente, l’incidente non ha causato feriti, ma lo scenario visivo — con la macchina operatrice parzialmente sprofondata nella cavità — ha immediatamente sollevato un’ondata di preoccupazione tra i presenti e i commercianti della zona.
Le cause del dissesto sono ancora in fase di accertamento tecnico, ma l’ipotesi più accreditata riguarda l’azione lenta e inesorabile dell’erosione marina. La vicinanza del litorale e l’infiltrazione delle acque potrebbero aver scavato il sottosuolo nel corso del tempo, rendendo la superficie stradale un guscio fragile e privo di sostegno. Sul posto sono intervenute le squadre di emergenza e i tecnici comunali per mettere in sicurezza l’area e avviare le operazioni di rimozione del veicolo.
L’episodio ha scatenato un acceso dibattito politico, alimentato anche dalla coincidenza temporale con la festività dei lavoratori. Le critiche non sono tardate ad arrivare, con particolare riferimento allo stato di manutenzione delle infrastrutture cittadine. Tra le voci più critiche si è alzata quella del consigliere di Fratelli d’Italia, Maurizio Miceli, che attraverso i propri canali social ha espresso un duro giudizio sull’accaduto.
“Mentre il primo maggio si parla di lavoro e dignità, a Trapani un mezzo comunale sprofonda per il totale abbandono della città – scrive sui social il consigliere di FdI, Maurizio Miceli -. Il nostro biglietto da visita sul mare… ed ecco la realtà: un mezzo inghiottito dal suolo come in una città del terzo mondo”.






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