Una scelta semplice (e un’azione gratuita) può trasformarsi in un’opera d’arte ricca di significati simbolici, destinata a rimanere nel tempo. La Fondazione MADE IN SICILY Museum ETS lancia la campagna del 5×1000 2026, destinando interamente i fondi alla realizzazione di “Rosa è Palermo / Rosa è Licata”, un progetto internazionale dedicato al centenario della cantautrice Rosa Balistreri (Licata, 1927 – Palermo, 1990). Si tratta di due installazioni che verranno poste rispettivamente nelle due città siciliane significative nella vita della Balistreri e saranno inaugurate a marzo 2027.

Cuore della iniziativa sono due opere che verranno create da 3 artiste provenienti da contesti culturali diversi ma unite da una stessa ispirazione nelle radici e nelle identità dei popoli.


    Marlene Rose, artista americana riconosciuta nel mondo per il suo lavoro sul vetro, realizzerà una rosa in vetro dedicata a Rosa Balistreri, utilizzando sabbia proveniente da Licata, rendendo l’opera unica e irripetibile.

    Veronica Mancuso, artista palermitana, realizzerà la scultura di un uovo simbolo di nascita e rinascita.

    Aya Oguma, tra le ultime custodi dell’antica arte giapponese del Kintsugi, interverrà sui frammenti dell’uovo riparando la scultura con l’oro.

La rosa di Marlene e l’uovo di Veronica e Aja saranno protagoniste delle due installazioni in dialogo, connettendo la città dove la Balistreri è morta con quella che le dette i natali.


«È un progetto che vuole rendere il filo fragile ma prezioso del destino di Rosa Balistreri fra territori, linguaggi e culture – spiegano Giovanni Callea e Davide Morici, promotori e ideatori dell’iniziativa e referenti della Fondazione MADE IN SICILY Museum ETS – e vuole anche dare valore al lavoro straordinario di conservazione portato avanti dal suo amico fedele Felice Liotti, grazie al quale oggi disponiamo di oltre 18 ore di registrazioni inedite della cantautrice.


Rosa Balistreri è considerata una figura fondamentale non solo per la Sicilia ma per tutta la musica italiana, per una combinazione rara di autenticità, forza espressiva e impatto culturale. Le sue interpretazioni e i suoi testi non erano puro folklore ma racconti vivi, carichi di dolore, rabbia e dignità. Nelle performance dal vivo Rosa Balistreri non “interpretava” soltanto, incarnava il brano.


 In questo senso il suo stile era vicino anche al teatro popolare e alla tradizione dei cantastorie. La sua voce aspra e intensa rompeva con i canoni “puliti” della musica italiana, portando in primo piano una realtà sociale spesso ignorata. Lei infatti cantava di emarginazione, povertà, ingiustizia e condizione femminile. Il suo lavoro si inserisce quindi anche nella tradizione della canzone d’impegno, Rosa però partiva da un’esperienza personale diretta, segnata da una vita durissima. 

È importante anche il suo ruolo culturale: ha contribuito a far uscire la musica popolare siciliana da un ambito locale, portandola nei teatri e nei circuiti nazionali e internazionali, diventando una vera ambasciatrice della cultura e del dialetto siciliani nel mondo, senza mai “addolcirli”, senza compromessi commerciali. Rosa Balistreri rappresenta quindi un punto di riferimento senza tempo non solo musicale, ma anche sociale e identitario. Da qui nasce l’impegno della Fondazione MADE IN SICILY a celebrarne il centenario con un programma intenso già avviato, che mira a costruire un ponte tra passato e futuro, tra radici e visioni contemporanee.


Per la realizzazione della iniziativa “Rosa è Palermo / Rosa è Licata” sono attivate donazioni volontarie, mentre l’intero ricavato del 5×1000 destinato alla Fondazione MADE IN SICILY sarà utilizzato per finanziare il progetto.

Come donare il 5×1000

Inserire il codice fiscale della Fondazione MADE IN SICILY 97389450822 nell’apposito spazio della dichiarazione dei redditi dedicato al sostegno degli enti del Terzo Settore.


LA VITA DI ROSA BALISTRERI

Considerata la Mercedes Sosa dei siciliani, Rosa Balistreri nacque a Licata (AG) il 21 marzo 1927 e morì in solitudine a Palermo il 20 settembre 1990, a 63 anni. L’infanzia nella povertà estrema, un breve drammatico matrimonio combinato, nell’adolescenza, l’esperienza del carcere, i lutti, l’amata figlia e la tormentata relazione a Firenze col pittore Manfredi Lombardi, Rosa Balistreri conobbe il breve ma intenso successo nazionale solo negli Anni 70, pubblicando gran parte dei suoi lavori con la Cetra Folk, tra cui l’album “Terra che non senti”. Nel 1974, partecipò perfino a ‘Canzonissima’, tra gli show del sabato sera più iconici dell’epoca. 


Poi Rosa Balistreri, ‘simbolo potente della Sicilia’, tra i protagonisti per due stagioni di uno spettacolo teatrale di Dario Fo e che nelle sue graffianti esibizioni era ‘capace di trasformare il dolore in voce e la verità in canto”, lei, stimata e cercata da intellettuali come Andrea Camilleri, passò di moda. Fino ai primi anni 2000, quando il suo repertorio di ‘cantastorie’, fra tradizione e innovazione, riemerge quale riferimento di culto per intenditori di musica siciliana trovando spazio in festival di settore, mentre la sua vicenda artistica e privata è raccontata in programmi televisivi, come nel 2017 ‘Italiani’ con Paolo Mieli su Rai 3, e film come il documentario monografico “Rosa Balistreri – un film senza autore” di Marta La Licata, con la regia di Fedora Sasso, e il film di Nello Correale “La voce di Rosa”. Nel 2024, per volontà del Centro studi di cultura siciliana e meridionale, lo stesso Comune di Licata riconosce il valore della Balistreri facendo della sua casa natia un museo.


Fondazione Made in Sicily

La Fondazione Made in Sicily ETS realizza la missione di trasformare la memoria e la tradizione siciliane/italiane in strumenti di dialogo internazionale unendo arte, design, artigianato e innovazione attraverso mostre, installazioni e progetti condivisi, su scala internazionale. Ha all’attivo iniziative a Los Angeles, Tokyo, Singapore, in occasione del Tour Mondiale del Vespucci nel 2025, e Osaka in occasione di Expo 2025; inoltre attività a Chicago, Rotterdam, Amburgo, Berlino. La Fondazione mette al centro il concetto di radici: un legame profondo che non conosce frontiere, indispensabile per nutrire il futuro di solida autentica umana. Dalle ceramiche alle arti visive, dai prodotti enogastronomici alle performance, ogni iniziativa diventa testimonianza di come la cultura siciliana/italiana sappia generare connessioni globali e visioni nuove interagendo con altre culture e identità. Con il progetto ‘I Go Italian’ la Fondazione sta costruendo una rete internazionale della gastronomia italiana riconosciuta da UNESCO patrimonio dell’umanità. E da luglio 2025, ricevendo da Felice Liotti in donazione il patrimonio documentario, audio e fotografico relativo alla cantautrice siciliana Rosa Balistreri, ha costituito il “Fondo Liotti” per preservare la memoria della voce più emblematica della Sicilia.

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