Si è tenuto all’Accademia delle Scienze di Torino, con la partecipazione del professore Cristoforo Pomara, Ordinario di Medicina Legale presso l’Università di Catania, il convegno “L’Intelligenza artificiale nella diagnosi medica: potenzialità, responsabilità e diritti” promosso dall’Associazione Avvocati Vittime di Danno alla Salute da Responsabilità Medica (AVVIDASA) dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale in ambito ginecologico-ostetrico, con particolare attenzione ai profili di responsabilità professionale e alla gestione dei dati sanitari. Un appuntamento multidisciplinare, patrocinato dalla Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SMILA), che ha messo a confronto giuristi, medici legali, clinici ed esperti di protezione dei dati su uno dei temi più urgenti della medicina contemporanea.
Il rapporto tra IA e medicina che comunque risulta ormai ineludibile. “L’intelligenza artificiale e le sue applicazioni in sanità devono essere considerate dai professionisti sanitari come un’opportunità finalizzata alla migliore garanzia di tutela della salute e certezza delle cure – sottolinea il professore Cristoforo Pomara, Ordinario di Medicina Legale presso l’Università di Catania -.
Ove mai ci si lasciasse affascinare esclusivamente dai vantaggi che essa offre in termini di velocizzazione delle cure e delle diagnosi, si correrebbe il rischio di un affidamento inconsapevole a una tecnologia che in alcun modo può sostituire le valutazioni critiche o – nelle forme più progredite e avanzate di esse – le validazioni tipiche dell’intuito, dell’intelletto e della esperienza medica”. In tal senso anche le responsabilità “sono ben individuabili – prosegue il professore – e, al netto di una ripartizione di esse, non esimeranno mai il medico e i professionisti sanitari dall’obbligo di risponderne al paziente, alla propria coscienza e al proprio ordine ma, come tali, andrebbero sempre propedeuticamente e responsabilmente valutate prima di promuovere qualsivoglia contenzioso. In tale senso ben venga il confronto tra medici, giudici e avvocati in sedi prestigiose di incontro quali quelle lodevolmente promosse dalla AVVIDASA in questi anni”.
L’intelligenza artificiale sta trasformando in profondità il paradigma della diagnosi medica. In ambito ginecologico-ostetrico, l’integrazione di sistemi algoritmici nell’analisi delle immagini ecografiche apre interrogativi inediti: se l’esame non è più esclusivamente operatore-dipendente, dove si colloca la responsabilità del sanitario? Come si distribuiscono gli obblighi tra medico, struttura, produttore del software e fornitore della tecnologia? A queste domande si aggiunge la questione della gestione dei dati sanitari: l’utilizzo di sistemi di AI comporta un trattamento massivo di informazioni particolarmente sensibili, il cui ciclo di vita – dalla raccolta all’addestramento degli algoritmi, fino alla conservazione e al riutilizzo – richiede una riflessione rigorosa alla luce del GDPR (Regolamento UE 2016/679), la normativa europea sulla privacy, e del nuovo quadro normativo europeo sull’intelligenza artificiale.
“Il convegno rappresenta al meglio la direzione che Avvidasa vuole imprimere alla propria attività scientifica – dichiara Caterina Bressan, Presidente di AVVIDASA – perché parliamo di nuove frontiere tecnologiche che possono ausiliare nella diagnosi dei tumori delle ovaie e rendere gli esami ecografici non più, o non solo, operatore-dipendenti”. Per chi come Avvidasa “si occupa quotidianamente dello studio di presunti profili di responsabilità medica – prosegue la presidente – deve sapere quali sono le condotte esigibili in ciascuna branca della medicina ed oggi essere al passo con il progresso biomedico, ausiliato dall’intelligenza artificiale, significa poter fare delle valutazioni e formulare richieste più ponderate e realmente consapevoli”.
In estrema sintesi, conclude il suo intervento la presidente, il convegno “guarda a questi progressi a 360 gradi, da ciascuna prospettiva possibile, compresa quella del monitoraggio e dell’accorta gestione dei dati generati, e dell’impatto di questi nuovi strumenti sulle valutazioni a valle del medico legale”.
Il convegno si è proposto un doppio obiettivo: analizzare le opportunità offerte dall’AI nel miglioramento dell’accuratezza diagnostica e nella riduzione del rischio clinico, e al tempo stesso definire criteri chiari di imputazione della responsabilità civile e di governo del dato sanitario. In un sistema sanitario chiamato a coniugare innovazione, sicurezza delle cure e protezione dei diritti fondamentali, il dialogo tra competenze diverse è uno strumento indispensabile per orientare l’evoluzione normativa e fornire agli operatori sanitari e agli avvocati parametri interpretativi solidi e aggiornati.
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