Due giorni senz’acqua, o quasi. Rubinetti a filo, pressione azzerata, albergatori e residenti a caccia di spiegazioni. Ortigia, l’isola dal fascino senza tempo, la cartolina di Siracusa, uno dei centri storici più fotografati del Mediterraneo, ha vissuto una crisi idrica che non è caduta dal cielo. È caduta, semmai, in un momento preciso: l’avvio delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa, il gong che ogni anno segna l’inizio della stagione turistica più intensa. Turisti, comitive, camere prenotate mesi prima, bed and breakfast al completo. E una rete idrica che, sotto quel peso, ha ceduto.
Il comunicato di SIAM e la rete che non regge
La società che gestisce il servizio idrico cittadino ha chiarito le cause del disservizio. Per Ortigia, il problema è stato duplice. Da un lato, la concentrazione di edifici dotati di autoclave e serbatoio di accumulo privato ha ridotto la portata disponibile per le utenze sprovviste di tale sistema: chi ha il serbatoio accumula, chi non ce l’ha resta a secco. Dall’altro, incrostazioni di calcare all’interno del serbatoio hanno ostruito la condotta di aspirazione, rendendo necessario l’intervento di un tecnico specializzato sul fondo dell’impianto per liberare la conduttura e ripristinare l’erogazione. Un guasto non visibile dall’esterno, individuabile solo con un’ispezione diretta.
Ma è nella parte finale del comunicato che SIAM dice la cosa più importante, quella che nessun tecnicismo riesce a nascondere: il problema strutturale è la vetustà della rete idrica. Una rete talmente fragile che non è possibile aumentare la portata dell’acqua senza rischiare di comprometterla ulteriormente. E in questo periodo, scrive SIAM senza troppi giri di parole, il “numeroso afflusso extra di turisti” sovraccarica inevitabilmente un sistema già al limite. La stagione turistica, insomma, è una variabile che la rete non riesce ad assorbire.
Il nodo dei ricorsi: Aretusacque aspetta le chiavi
Fin qui la diagnosi. Il problema è che la terapia è bloccata in tribunale. SIAM gestisce il servizio idrico di Siracusa in regime di proroga: una condizione che, per definizione, non consente investimenti strutturali sulle reti. Non può farlo per ragioni contrattuali, prima ancora che economiche.
Il soggetto chiamato a raccogliere l’eredità, e a mettere mano alle tubature, è Aretusacque SpA, il gestore unico del servizio idrico integrato per l’intera provincia di Siracusa, costituito a fine 2025 con una formula mista: il 51% pubblico in mano ai Comuni, il 49% privato affidato al raggruppamento guidato da Acea Molise. Una società costruita anche per intercettare i fondi PNRR destinati all’ammodernamento delle reti. Ma Aretusacque le chiavi non le ha ancora. Alcuni Comuni hanno impugnato gli atti davanti al TAR di Catania, contestando le modalità con cui il nuovo gestore è stato imposto attraverso commissari regionali. Palazzolo Acreide difende la propria gestione autonoma. Avola contesta la “costituzione coatta” della società senza un reale confronto con le amministrazioni locali. La partita giudiziaria è aperta, e finché non si chiude, la rete resta dove sta: vecchia, fragile e in mani che non possono cambiarla.
Il Comitato: non è solo tecnico, è politico
Il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente ha già indirizzato un esposto ad ARERA per chiedere di valutare le cause dei disservizi registrati sin da fine marzo: interruzioni continue, cali di pressione, disfunzioni a ripetizione. Ma la denuncia del portavoce Davide Biondini va oltre il guasto del giorno. “Se il problema è aggravato dall’eccesso di domanda nelle zone a maggiore pressione turistica”, scrive il Comitato, “allora il nodo non è soltanto tecnico: è politico e infrastrutturale”. E punta il dito sull’assenza del sindaco: nessuna presa di posizione forte sulle cause, nessun atto formale nei confronti di SIAM, niente diffide, niente richieste di indennizzo, niente cronoprogrammi di intervento pubblicamente pretesi. Il Comune, che ha prorogato la gestione SIAM fino a giugno 2026, avrebbe il dovere di pretendere risposte. Finora non le ha pretese.
Il quadro che il Comitato disegna è quello di una città che si promuove come vetrina, eventi, candidature, slogan, senza rafforzare le fondamenta materiali su cui quella vetrina poggia. “Prima dei grandi eventi servono acqua, energia, mobilità, pulizia”, spiegano dal Comitato
Il sindaco e il djset
Nel frattempo, sui social, la voce dei residenti ha trovato i propri canali. Mentre Ortigia restava senz’acqua, sulla pagina del sindaco compariva l’invito all’evento di domani: un djset di Sonik, con tanto di “E tu ci sarai?” rivolto ai follower. La risposta di un residente, affidata a un commento, è stata lapidaria: “No, se non mi posso lavare non vengo”.






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