La memoria della strage di Capaci e i valori della legalità. E’ stato il tema dell’incontro confronto rivolto agli studenti delle terze medie del territorio tenuto oggi al teatro Orione. Protagonisti dell’incontro l’ex questore di Palermo, oggi Prefetto, Renato Cortese, il giornalista Felice Cavallaro e il Maggiore Emanuele Schifani, figlio di una delle vittime di quella strage, l’agente di scorta Vito Schifani. Tutti hanno dialogato con i ragazzi sul significato della memoria e dell’impegno civile contro la mafia.

Non solo commemorazione

L’iniziativa, promossa dalla consigliera della Settima Circoscrizione Gabriella Ganci, ha trasformato la commemorazione della strage di Capaci in un’occasione concreta di partecipazione e riflessione per le nuove generazioni. Gli studenti hanno potuto ascoltare testimonianze dirette e confrontarsi apertamente con gli ospiti, approfondendo il valore della legalità e della responsabilità individuale.

Particolarmente significativo l’intervento dell’ex questore di Palermo Renato Cortese, che ha sottolineato l’importanza di parlare ai giovani di mafia e antimafia, ricordando come molti di loro non fossero ancora nati negli anni delle stragi. Cortese ha evidenziato la necessità di raccontare cosa sia stata Palermo in quel periodo e di trasmettere ai ragazzi gli “anticorpi” necessari per riconoscere e contrastare ogni forma di illegalità. “Parlare ai giovani e raccontare quello che è successo credo sia assolutamente importante”, ha dichiarato durante l’incontro.

Per il Maggiore Schifani “Anche se sono cresciuto altrove il legame con la mia città d’origine che poi è quella dove è morto mio padre, resta forte. Sono qui per trasmettere quei valori di speranza che ispirava un uomo come Giovanni Falcone”

La memoria non si riduca a ricorrenza e celebrazione

Nel corso dell’evento è stato ribadito come la memoria non debba ridursi a una semplice ricorrenza celebrativa, ma diventare uno strumento educativo capace di guidare i ragazzi verso una scelta consapevole di giustizia, responsabilità e partecipazione civile.

L’appuntamento al Teatro Don Orione ha rappresentato così un’importante occasione educativa per l’intero territorio, nel segno della memoria attiva e del coinvolgimento delle nuove generazioni nella difesa della legalità.