I Carabinieri della Compagnia San Lorenzo hanno eseguito un servizio coordinato di controllo del territorio a largo raggio, finalizzato a incrementare la sicurezza e a contrastare i reati di natura predatoria. Nel corso delle attività, i militari hanno denunciato in stato di libertà tre persone per reati che vanno dalla resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale alla fuga pericolosa, fino alla guida reiterata senza patente e alle false dichiarazioni sulla propria identità.

Fugge al posto di blocco a Sferracavallo

Il primo intervento si è sviluppato nella borgata marinara di Sferracavallo. I Carabinieri della Stazione di Partanna Mondello, supportati dal personale della Compagnia di Intervento Operativo (C.I.O.) del 12° Reggimento “Sicilia”, hanno intimato l’alt a un motociclo condotto da un palermitano di 24 anni, soggetto già noto alle forze dell’ordine per precedenti di polizia.

Il giovane, dopo un’iniziale sosta, ha accelerato improvvisamente per sottrarsi agli accertamenti, dando vita a una fuga nel tentativo di dileguarsi e facendo perdere momentaneamente le proprie tracce. I militari lo hanno comunque riconosciuto e lo hanno raggiunto poco dopo presso la sua abitazione. Di fronte ai Carabinieri, il ventiquattrenne ha ammesso le proprie responsabilità. Nei suoi confronti è scattata anche la sanzione amministrativa per la mancanza della copertura assicurativa obbligatoria, con contestuale sequestro del mezzo ai fini della confisca.

Minorenni insultato i carabinieri

In un distinto contesto operativo, i Carabinieri della Stazione Uditore hanno deferito all’Autorità Giudiziaria due minorenni di 16 e 15 anni, entrambi palermitani e con precedenti specifici. I due stavano transitando a bordo di una bicicletta elettrica lungo via Uditore quando, alla vista dei militari impegnati in un posto di controllo, hanno rivolto loro gesti e frasi ingiuriose.

Dopo l’insulto, i due giovani hanno tentato di allontanarsi rapidamente per evitare le conseguenze del gesto, ma sono stati prontamente bloccati dalla pattuglia. Durante le successive procedure di identificazione, il quindicenne ha inoltre fornito false generalità ai pubblici ufficiali nel tentativo di ostacolare gli accertamenti sul suo conto.