A intervenire pubblicamente, dopo averlo già fatto al TG1, è stato di nuovo Giuseppe Sempio, padre di Andrea, oggi unico indagato nel nuovo filone aperto dalla Procura di Pavia sull’omicidio di Chiara Poggi.
Ospite della trasmissione “Storie Italiane”, condotta da Eleonora Daniele su Rai 1, l’uomo ha difeso con forza il figlio, parlando di un lungo periodo di sofferenza vissuto dalla famiglia e contestando duramente le accuse mosse nei confronti del 37enne.
“Andrea è un uomo normale”
Nel corso dell’intervista, Giuseppe Sempio ha commentato anche i soliloqui intercettati dagli investigatori e finiti al centro dell’attenzione mediatica.
“Andrea è un uomo normale. Se uno registrasse i miei soliloqui in macchina…”, ha dichiarato durante la trasmissione.
Poi ha proseguito respingendo ogni ipotesi di violenza attribuita al figlio: “Lui un violento? Non se ne parla neanche. Lo conosco bene: era un ragazzo normale quando aveva 18 anni, quando ne aveva 20, 30 e ora che ne ha 37”.
Il padre dell’indagato ha quindi ironizzato proprio sul contenuto delle intercettazioni: “Se uno in questo momento qua registrasse o si mettesse a sentire le parole nella mia macchina… altro che”.
“Un anno e mezzo di calvario”
Nel suo intervento televisivo, Giuseppe Sempio ha raccontato il peso umano dell’inchiesta sulla famiglia.
“È un anno e mezzo di calvario in cui siamo chiusi in casa. Siamo forti dell’innocenza di mio figlio e questo ci sostiene”.
Il padre di Andrea Sempio ha, infine, ribadito in modo netto la convinzione dell’estraneità del figlio ai fatti:
“Non ha ucciso Chiara Poggi, non c’entra niente. È una vigliaccata e non posso sapere di chi. Una cosa che non doveva esistere”.
Le accuse respinte dal padre
Nel corso dell’intervista, Giuseppe Sempio ha affrontato anche un altro tema emerso attorno alla vicenda: l’ipotesi che potesse aver corrotto magistrati per favorire il proscioglimento del figlio.
Accuse respinte con fermezza: “Ho dato i soldi agli avvocati”.
Quindi ha aggiunto: “Ora ci penserà il mio legale a spiegare questa cosa”.
Il padre dell’indagato ha poi fatto riferimento alla situazione economica familiare: “Chissà quanti soldi abbiamo noi operai con uno stipendio di mille euro al mese…”.
“Datevi voi una risposta”
Nelle battute finali dell’intervento televisivo, Giuseppe Sempio ha spiegato che la famiglia continuerà a seguire il percorso giudiziario.
“Seguiamo l’iter della giustizia. Datevi voi una risposta su come finirà”.
Infine, alla domanda sulla fiducia nella giustizia, ha concluso con una frase destinata a far discutere:
“Fiducia nella giustizia? Ci penserò”.






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