L’Italia deve superare ancora una perturbazione prima di entrare in una fase meteo più stabile. Dopo i fenomeni violenti e l’instabilità estrema registrati tra il 2 e il 3 giugno, il quadro atmosferico cambia passo: giovedì arriverà un nuovo fronte dalla Normandia, ma da domenica 7 giugno l’Anticiclone delle Azzorre prenderà spazio sull’Europa centro-meridionale.
Non sarà, almeno nella prima fase, il caldo africano più duro e afoso. La previsione più rilevante riguarda proprio questo: l’estate che si affaccia sull’Italia dovrebbe avere temperature più gradevoli, con massime tra 28 e 32 gradi.
Prima l’ultimo passaggio instabile
La tregua meteo sarà breve. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, segnala una pausa fisiologica dopo le giornate turbolente di inizio giugno, ma non ancora una chiusura definitiva con ombrelli e temporali.
Dal pomeriggio di giovedì una perturbazione in discesa dalla Normandia entrerà sull’Italia. Le prime regioni coinvolte saranno Valle d’Aosta e Piemonte, dove sono previste piogge e rovesci già nelle ore pomeridiane.
Con l’avanzare del fronte, il peggioramento si allargherà in serata verso Liguria e Lombardia. La fase più movimentata arriverà durante la notte, quando i temporali potranno interessare a macchia di leopardo tutto il Settentrione. Localmente i fenomeni potranno risultare forti.
Il coinvolgimento non resterà limitato al Nord. Il passaggio instabile raggiungerà anche l’Alta Toscana e il nord delle Marche. Sul resto della Penisola, invece, la notte sarà molto diversa: cieli in prevalenza stellati e condizioni stabili.
Il quadro è coerente con una fase ancora seguita con attenzione anche dalla Protezione Civile, che pubblica bollettini di vigilanza meteorologica nazionale sulle criticità attese sul territorio italiano.
Venerdì 5 giugno il fronte corre verso Est
La perturbazione sarà rapida. Già venerdì mattina il grosso del fronte avrà lasciato l’Italia, muovendosi verso Est.
Questo non significa assenza totale di instabilità. Nel pomeriggio resterà una coda più debole, capace di generare qualche rovescio isolato. Le aree più esposte saranno ancora i settori settentrionali, le Alpi e alcuni tratti dell’Appennino.
La differenza rispetto ai giorni precedenti sarà evidente: fenomeni più sparsi, meno organizzati, con una tendenza al miglioramento più solida.
Sabato, gli ultimi acquazzoni al Nord-Ovest
Sabato 6 il tempo migliorerà ulteriormente. Su gran parte del Paese la giornata avrà un sapore più stabile, ma al Nord-Ovest resterà ancora una possibilità da non ignorare: qualche acquazzone pomeridiano potrà formarsi tra Alpi e Prealpi.
Sarà l’ultimo residuo di una fase molto dinamica. Dalla serata anche questa debole instabilità dovrebbe abbandonare la scena.
Da domenica 7 giugno arriva l’Anticiclone delle Azzorre
La vera svolta è attesa da domenica 7 giugno. L’Anticiclone delle Azzorre si allungherà sull’Europa centro-meridionale e riporterà sull’Italia un tipo di estate più classica, più stabile, meno aggressiva.
Il punto centrale non è solo il ritorno del sole. La notizia è la qualità del caldo previsto: non rovente, non opprimente, non dominato subito da correnti africane. I termometri dovrebbero assestarsi su valori pienamente estivi, ma sopportabili, con massime comprese tra 28 e 32 gradi.
Per almeno una decina di giorni l’Italia potrebbe vivere una fase di tempo stabile, caldo fisiologico e condizioni più favorevoli alle attività all’aperto.
Anche le tendenze mensili del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare indicano per il periodo precipitazioni generalmente inferiori alla media su buona parte del Paese e temperature leggermente superiori alla norma, con anomalie più marcate in alcune aree interne tirreniche del Centro-Sud.
Perché questa fase è diversa dal caldo africano
L’Anticiclone delle Azzorre è spesso associato nell’immaginario collettivo all’estate mediterranea più tradizionale: sole, stabilità e caldo gestibile.
La differenza rispetto alle risalite africane sta proprio nell’intensità percepita. Le ondate subtropicali possono portare afa, notti tropicali e picchi termici elevati; la configurazione azzorriana, invece, tende a garantire una stabilità più equilibrata.
Questo non elimina il caldo, ma lo rende più vicino a un’estate normale. Dopo giornate segnate da temporali violenti, grandine, rovesci improvvisi e forte variabilità, il passaggio a un clima più regolare rappresenta un cambio netto nella vita quotidiana: meno rischio di fenomeni improvvisi, più continuità nelle giornate, temperature elevate ma non estreme.
Due incognite restano sulle mappe
La stabilità non sarà perfetta in ogni dettaglio. Le mappe a lungo raggio mostrano due elementi da monitorare.
Il primo riguarda martedì 9 giugno, quando all’interno del dominio anticiclonico potrebbero comunque formarsi rapidi rovesci al Nord. Non si tratterebbe di un ritorno generalizzato del maltempo, ma di disturbi localizzati.
Il secondo elemento guarda verso metà mese. In quella fase potrebbe riaffacciarsi una circolazione più calda di matrice africana su buona parte del Paese. La tendenza andrà confermata, ma è il passaggio da osservare con più attenzione.
Copernicus ricorda che l’Europa è esposta a condizioni estreme sempre più frequenti, tra ondate di calore, siccità e anomalie termiche, un dato che rende importante distinguere tra caldo estivo normale e fasi roventi più intense.
Per ora, però, la previsione consegna una notizia favorevole: dopo l’ultima perturbazione, l’Italia si prepara a una parentesi di estate stabile, luminosa e più respirabile.






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