Mentre a sinistra si festeggia a destra sembra calato il silenzio ad eccezione di tre nuove governance in altrettante province annunciate da Forza Italia e una serie di incontri degli azzurri nelle altre sei province.
Ma se le reazioni dei partiti della coalizione di governo ritardano, è durissima, invece, la reazione di Saverio Romano. L’esponente centrista non usa mezzi termini e parla di centrodestra siciliano che continua a usare pannicelli caldi ma che invece va ricostruito dalle fondamenta.
Romano: “Si vince ovunque tranne che in Sicilia”
“Ai ballottaggi delle amministrative il centrodestra da’ una buona prova, vincendo quasi ovunque nel resto del Paese ma non in Sicilia. E’ chiaro a tutti che il centrodestra in Sicilia va ricostruito dalle sue fondamenta. Campicchiare o usare i pannicelli caldi non serve a nulla ma solo a preparare altre sconfitte. Occorre recuperare programmi e ascoltare il territorio, con umiltà e partecipazione se non si vuole consegnare il territorio ai populismi e alla improvvisazione” dice il coordinatore politico di Noi Moderati.
Lo sguardo alle elezioni anticipate?
La dichiarazione di Romano sembra guardare già ad una ipotesi di elezioni anticipate anche se mai viene usata questa espressione e nemmeno la si vede all’orizzonte. La voce di un malumore centrista che va in questa direzione, però, è insistente da tempo ed è cresciuta nelle ultime ore alla luce del risultato, peraltro scontato, di Agrigento.
La sorpresa Bronte
Ma più che Agrigento dove si è perso al primo turno a poi era difficile recuperare, la sorpresa viene da Bronte. Per la prima volta negli ultimi anni, il centro del catanese finisce nelle mani di un sindaco di centrosinistra.
Una riflessione va fatta su questo così come sulle divisioni che hanno portato al disastro e che non sembrano essere facili da risolvere così come non si sono viste soluzioni fra le elezioni nelle ex province e questo test amministrativo






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